Riflessioni per l’anno che verrà

Francesco Sirleto - 31 Dicembre 2019

Non posso fare a meno, nell’augurare Buona fine 2019 e Buon inizio 2020, di rammentare a me stesso (e a chi mi legge) che siamo in piena emergenza climatica: non tanto perché nel 2019 è stata segnalata, un po’ dappertutto nel mondo, la presenza di un giovane “spettro” svedese di nome Greta, ma soprattutto perché (è notizia di poche ore fa) 11.000 scienziati, rappresentativi di quasi tutti i paesi del mondo, hanno dichiarato che siamo già in una situazione quasi apocalittica.

Inoltre anche l’UNESCO, organizzazione ONU che si occupa di educazione scienza ambiente e cultura, ci ha appena informato che sono circa 1 milione le specie viventi a rischio estinzione, principale disastrosa conseguenza dei mutamenti climatici.

Siamo ancora in tempo per evitare il disastro? Mi auguro di si: nel 2020 si svolgeranno 2 summit cruciali: il primo in Cina e il secondo in Gran Bretagna. Occorre una mobilitazione straordinaria e mondiale affinché i leaders politici che si incontreranno in quei meetings assumano decisioni dettate dalla saggezza e dalla lungimiranza.

Dar Ciriola asporto

Il nuovo imperativo categorico (ed ecologico) deve essere, da oggi in poi, quello dettato dal filosofo Hans Jonas (allievo ebreo del molto discusso e discutibile Heidegger): “Agisci sempre in modo che le conseguenze delle tue azioni non mettano a rischio le possibilità di prosecuzione della vita sulla Terra e il futuro delle generazioni che verranno dopo di te“.

Ma il 2020 è anche il 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven (così come di 2 altri sommi della cultura tedesca ed europea: Hegel Hoelderlin, compagni di studi e di stanza nell’Università di Tubinga tra il 1788 e il 1793).
Pertanto vi suggerisco, anche se apparirà banale e romanticamente ottimistico, di chiudere la nottata con la Sonata al chiaro di luna (visto che, secondo il nostro Leopardi, “Dolce e chiara è la notte e senza vento, e queta sovra i tetti e in mezzo agli orti posa la luna, e di lontan rivela serena ogni montagna“).
Anche per aprire l’anno nuovo, domattina, niente di meglio che l’Inno alla gioia, dalla Nona Sinfonia.
Francesco Sirleto

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