Rimborsi di viaggio per i consiglieri municipali. Il Comune dice: i controlli ci vogliono

Smentito il direttore del X Municipio Francesco Febbraro. Senza verifiche accurate niente rimborsi chilometrici. Nel caso di irregolarità personali deve scattare la denuncia all’autorità giudiziaria
di Aldo Pirone - 14 Maggio 2012

La storia dei rimborsi chilometrici per alcuni consiglieri del X Municipio residenti o che hanno risieduto in comuni lontani, Siena e Cassino, segnalata nel precedente articolo sulla cosiddetta antipolitica ha sollevato molta indignazione tra i cittadini. Mentre le reazioni politiche dei partiti, soprattutto di quelli direttamente interessati visti i consiglieri coinvolti tra cui il segretario del Pd municipale Daniele Marciano, la consigliera Cocciolo e l’ex capogruppo del Pdl Giuseppe Antipasqua, sono state di assoluto silenzio. Non un commento, non una presa di distanze, non un impegno per ricondurre la cosa entro limiti decenti. Solo il consigliere Antipasqua, residente nel Comune di Castiglion d’Orcia in provincia di Siena, ha provato una difesa disperata dove, tra una descrizione e l’altra dei suoi inenarrabili sacrifici per adempiere all’attività istituzionale, riconferma che in fatto di viaggi sostenuti “Non si è tenuti a dimostrare nulla” aggiungendo subito dopo, per tranquillizzarci, che “il sottoscritto è in grado di documentare quanto dichiarato (i viaggi effettuati dal ridente comune toscano a Roma n.d.r.). Per l’occasione ho tutta la documentazione presso la sede del gruppo consiliare che alla bisogna può essere messa a disposizione”.

Nell’attesa spasmodica di un’esibizione erga omnes di tale pubblica documentazione, ad illuminare ancor più la triste vicenda – triste, beninteso, per le tasche dei cittadini – ci ha pensato una lettera datata 9 maggio scorso indirizzata dal “Segretariato – Direzione generale – Direzione Giunta e Assemblea capitolina-Servizio funzioni di assistenza giuridico amministrativa” a firma del Segretario Direttore generale Liborio Iudicello ai Direttori dei Municipi e, per conoscenza, al Sindaco Alemanno, al Presidente dell’assemblea capitolina, ai Presidenti dei Municipi, ai Presidenti dei Consigli municipali, al Ragioniere generale e al Direttore dell’Ufficio dell’Assemblea capitolina. Praticamente urbi et orbi. Dove orbi, visto il caso in questione, va inteso proprio nel senso di ciechi.

Iudicello innanzitutto esprime perplessità in ordine ai flussi di viaggio di alcuni consiglieri dei Municipi residenti fuori del territorio comunale anche per grandi distanze “con percorrenze davvero considerevoli nell’arco della giornata…(flussi n.d.r.) del tutto inconsueti quanto all’impegno di norma richiesto dall’espletamento della carica e che, imponendo una così frequente presenza presso il Municipio, solo una compulsiva ed eccezionale attività degli organi potrebbe giustificare in relazione alle competenze a essi demandate dallo Statuto”. Ma Iudicello, conoscendo alcuni suoi polli affetti da intensa compulsività, passa poi ad esplicitare dubbi pesanti: “Si richiama, a tal riguardo, quanto già osservato dalla Corte del Conti in merito ad attività delle Commissioni Consiliari di alcuni Municipi, con particolare riferimento a riunioni convocate in relazione ad argomenti del tutto speciosi e che, in quanto privi di un apprezzabile rilievo amministrativo, finivano per assumere un mero intento strumentale, determinando oneri ingiustificati a carico del bilancio dell’Ente, del cui illegittimo addebito sono stati ritenuti responsabili sia gli Amministratori che se ne sono resi autori sotto il diretto profilo erariale, sia i funzionari che, sui piano gestionale, lo hanno consentito mediante condotte di omessa vigilanza”. E cita a sua volta ad esempio: “… sedute che spesso di fatto si erano risolte in riunioni di pochi minuti (mentre erano verbalizzati orari tali da giustificare l’assenza dal posto di lavoro), ovvero nell’esame della non meglio precisata ‘corrispondenza ‘, nell’approvazione del verbale della seduta precedente (nella quale, a sua volta, non si era discusso del nulla, perché dedicata all’esame dl corrispondenza e così via), in sopralluoghi in realtà non effettuati, ecc. … o nella elaborazione in pochi minuti ‘delle linee guida per il Consiglio’… , molte riunioni di Commissioni risultavano funzionali non già alla discussione o deliberazione di materia di interesse circoscrizionale, ma solo alla percezione del gettone di presenza (soprattutto) e/o alla giustificazione dell’assenza dal posto di lavoro” (Sez. Lazio, n 787/2010).

Il Segretario Direttore generale non quantifica però queste gravi anomalie, non indica i Municipi ove si siano svolte, non specifica il numero e le persone coinvolte; e questa indeterminatezza lascia il campo ad una generalizzazione sbagliata, fuorviante e ingenerosa per chi, e sono tanti, tra i consiglieri municipali compie disinteressatamente il proprio dovere con correttezza e passione, civile e politica. Anche questo, ci sia consentito il dire, è un modo di agire non condivisibile perché più dedito ad un richiamo general generico che non all’individuazione precisa di responsabilità che sono sempre individuali come sarebbe doveroso da parte di un alto funzionario amministrativo.

Tuttavia, proseguendo sul tema dei consiglieri viaggiatori, il dott. Iudicello nega decisamente quanto affermato, stando al verbale (n. 9 del 26.1.2012) della commissione speciale controllo e garanzia del Municipio X, dal direttore Febbraro e cioè che “non si ha l’obbligo di produrre ricevute, titoli di viaggio ecc.”. La smentita vale anche per l’avveduto consigliere Antipasqua.

Infatti dice: “pare comunque utile ribadire che non potrà procedersi ad alcun rimborso in assenza delle necessarie dichiarazioni dell’interessato, prescritte dalla legge e rese nella modalità per esse stabilite, nonché in carenza della documentazione delle spese effettivamente sostenute (ad es .. biglietti ferroviari o di altri mezzi di trasporto di linea, ricevute pedaggi stradali e ogni altro elemento utile ad attestare l’effettività della spese) che lo stesso Amministratore dove produrre a corredo della richiesta di rimborso”. Prosegue poi implacabile: “Le verifiche che gli Uffici devono effettuare ai fini della liquidazione del rimborso, oltre che incentrarsi su tali documenti non potranno prescindere, in ogni caso, dall’accertamento della residenza dell’Amministratore (dimora abituale) anche attraverso contatti diretti con le competenti strutture dell’amministrazione comunale di residenza dichiarata, né dal raffronto tra la documentazione delle spese con le convocazioni e i verbali delle riunioni degli organi cui lo stesso Amministratore ha partecipato, dal quale si evidenzi la compatibilità di tale necessaria presenza con i riscontri orari dei viaggi effettuati”.
Infine Iudicello avverte i malcapitati: “E’ del tutto ovvio, peraltro, che ove da tali verifiche dovessero risultare anomalie o incongruenze non giustificabili non potrà procedersi ad alcun rimborso e nel caso emergessero profili di responsabilità, anche solo omissivi, sufficientemente delineati, le SS.LL., oltre a riferirne tempestivamente allo scrivente, provvederanno senza indugio a produrre apposita denuncia ai competenti organi dell’autorità giudiziaria”.

Abbiamo già detto nello scorso articolo che, secondo noi, la regola dei rimborsi per chi decide di risiedere fuori del Comune di elezione è un’enormità che va semplicemente abolita. A tale proposito la Comunità Territoriale del X Municipio ha interessato il governo Monti segnalando questa vicenda dei rimborsi per i viaggi come un caso da manuale per la revisione della spesa pubblica o, come si dice, spending review.

Qui però, stando alla lettera del Segretario Direttore generale, i controlli, e che controlli!, vanno fatti. E allora perche il Direttore del Municipio Febbraro in Commissione ha sostenuto il contrario?
E la parte politica e istituzionale a cui, per conoscenza, è stata inviata la lettera, nel nostro caso i Presidenti Sandro Medici e Rocco Stelitano, non ha niente da dire e da fare in proposito? Quel “per conoscenza” non è il consueto avviso burocratico, ma un avvertimento sommamente politico. E i capigruppo del Pdl e del Pd, i due partiti direttamente interessati dalla vicenda, che pensano di dire e di fare? Attendono tutti l’arrivo di Grillo?

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Dopo le luminarie di Don Liborio si aspettano i lumini municipali. Nell’attesa volano i “moccoli” dei cittadini.


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