Rimossi tre relitti dal Tevere e arresto di un romeno che brucia rifiuti lungo l’Aniene

Benvenuti, Presidente del movimento Ecologista Ecoitaliasolidale: "Bloccare completamente ogni attività illegale ed inquinante che prosegue ad esistere sulle sponde  dei fiumi che interessano la Capitale"
Redazione - 9 ottobre 2018

Il Tevere ha bisogno di una bonifica complessiva, mentre lungo l’Aniene si continua a bruciare rifiuti. Insomma lo stato di degrado e di incuria dei due fiumi di Roma è destinato a protarsi, nonostante le associazioni ambientaliste non manchino di far sentire la loro voce.

Ecco qui di seguito due prese di posizione, una sul Tevere e l’altra sull’Aniene di Piergiorgio Benvenuti, Presidente del movimento Ecologista Ecoitaliasolidale.
“Non si può che essere soddisfatti quando dal Tevere vengono prelevati detriti o materiale inquinante, ma il fiume ha necessità urgente di un intervento complessivo. E’ quanto dichiara Piergiorgio Benvenuti, Presidente del movimento Ecologista Ecoitaliasolidale che da sempre si è attivato per la piena navigabilità del Tevere, la riqualificazione del tratto fluviale e degli argini.
Quest’oggi 8 ottobre 2018 sono stati rimosse tre porzioni di barriera semi-sommersa, presso la banchina sinistra a valle del Ponte di Principe Amedeo Savoia su Lungotevere dei Sangallo  con un accordo di collaborazione tra Capitaneria di Porto di Roma-Fiumicino, Regione , Comune di Fiumicino, Roma Capitale, Autorità del sistema portuale del Mar Tirreno centro-settentrionale.
Il Tevere è nel degrado da tempo  – prosegue Benvenuti – ed ora tutti i nodi cominciano a venire al pettine. Ad esempio, oltre 250.000 cittadini dell’area metropolitana di Roma sono soggetti a stato di rischio idraulico anche di fronte a piogge, temporali e precipitazioni ‘non estreme’, a causa dell’assenza o carenza di manutenzione per circa 700 km di fossi e canali, delle rive del Tevere oltre che dell’Aniene.
Come Ecoitaliasolidale, da tempo denunciamo l’incuria del Tevere, dei suoi argini e delle banchine sollecitando la necessità di aggiornare il Piano di Protezione civile con l’inserimento delle nuove aree a rischio idrogeologico. Bene l’intervento di quest’oggi – prosegue  Benvenuti –  con un “accordo di collaborazione” fra più Enti, ma vorremmo conoscere  cosa sta facendo l’Ufficio Speciale Tevere istituito dal Comune nel marzo 2018 e di cui però non si ha più notizie. Ecoitaliasolidale rinnova la proposta di realizzare un unico Ente gestore che si occupi della riqualificazione del tratto fluviale, la depurazione delle acque, la piena navigabilità del fiume, sia per la mobilità alternativa che per lo sviluppo turistico della città, la valorizzazione degli argini, comprese le competenze sulla pista ciclabile, del poco che rimane dell’esistente ippovia e la gestione dei parchi fluviali che ancora non sono stati avviati.
Ora ci attendiamo una piena riqualificazione dell’intero tratto del fiume  e  degli argini, affinché relitti, come rifiuti gettati o carcasse di bici rubate vengano totalmente rimosse e finalmente il “biondo Tevere” possa diventare nuovamente un bene ambientale e storico vanto della Capitale d’Italia.

Per quanto riguarda l’altro fiume – commenta Piergiorgio Benvenuti – un plauso va ai Carabinieri che la scorsa notte hanno fermato  un 25enne di nazionalità romena, senza fissa dimora, intento ad incendiare  rifiuti speciali pericolosi lungo le sponde del fiume Aniene. L’uomo fermato aveva creato una vera e propria attività di stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi, lungo il fiume Aniene, bruciando il materiale,  soprattutto matasse di cavi elettrici, con lo scopo di recuperarne il rame.

Una ennesima discarica abusiva, di ferro, plastica, rame, cavi elettrici. E’ l’ennesima dimostrazione –prosegue  Benvenuti – che vi è una vera e propria emergenza di grave inquinamento negli argini del Tevere e del fiume Aniene con rifiuti anche speciali dati alle fiamme o smaltiti direttamente nei due fiumi.

E’ necessario un controllo capillare con l’obiettivo – conclude Benvenuti – di bloccare completamente ogni attività illegale ed inquinante che prosegue ad esistere sulle sponde  dei fiumi che interessano la Capitale.


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