“Ripensare lo spazio pubblico di Testaccio”

Concorso pubblico di progettazione dell’area compresa tra Via Marmorata, Via Galvani, Via N. Zabaglia e Via Caio Cestio
Redazione - 20 Luglio 2020

Con la presentazione presso la Casa dell’Architettura del progetto vincitore si è concluso questa mattina 20 luglio 2020  l’iter del concorso pubblico di progettazione riguardante il “Progetto pubblico unitario  dell’area compresa tra Via Marmorata, Via Galvani, Via N. Zabaglia e Via Caio Cestio e il progetto definitivo del sub-ambito di Via Paolo Caselli per artigianato di servizio e studi d’artista”.

Il Concorso è stato promosso dal Municipio Roma I Centro, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Roma e  in attuazione del Protocollo siglato tra l’O.A.R. e l’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale per la diffusione dei concorsi di progettazione, per favorire il recupero di uno spazio pubblico di grande rilevanza nell’ambito della città.

Iniziato a gennaio di quest’anno con la pubblicazione degli atti tecnici di gara, l’iter del concorso, prevedeva due livelli di selezione, con i cinque migliori progetti prescelti per la seconda fase tra i quali scegliere il vincitore.

“L’architettura è parte integrante del nostro quotidiano –  afferma l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Luca Montuori – definisce il nostro orizzonte sociale e culturale; il progetto che oggi premiamo rappresenta bene quanto essa componga in una forma fisica, attraverso il pensiero, dati diversi e  nel farlo definisce lo spazio in cui i nostri figli giocano, le piazze in cui prendiamo il caffè, le strade in cui camminiamo. Nessuno può sottrarsi all’architettura. Abbiamo bisogno di grandi opere, di rappresentarci in architetture simboliche, ma soprattutto di vivere bene la qualità diffusa della nostra quotidianità che è espressione di un pensiero politico che guarda alla grana fine del territorio e ai suoi cittadini, e vuole migliorare la qualità dell’ambiente costruito per migliorare la qualità della vita delle persone.

Per questo è importante quello che facciamo oggi – aggiunge l’Assessore – poniamo le basi per le trasformazioni del futuro, guidiamo e non subiamo il progetto e la configurazione dello spazio che è di tutti. Credo che la conclusione del percorso di questo concorso, che si somma ai concorsi già promossi e banditi durante questa amministrazione, con proponenti pubblici e privati, grazie anche alla collaborazione con l’ordine degli architetti, rappresenti bene lo sforzo che stiamo facendo per tornare a dare all’amministrazione pubblica un ruolo troppo spesso delegato ad altri”.

“Sono molto soddisfatta dell’esito di questo concorso, che ha riscontrato una ampia partecipazione con 50 gruppi di architetti che hanno presentato proposte progettuali” ha commentato la Presidente del Municipio I, Sabrina Alfonsi. “In soli sei mesi siamo riusciti a concludere tutto l’iter e a determinare il vincitore, tempi rapidi se consideriamo l’emergenza Covid 19 che a marzo si è abbattuta sul nostro Paese. Voglio ringraziare i nostri uffici che non si sono risparmiati e la Commissione di Gara, che non ha mai interrotto il suo lavoro nemmeno nel periodo di lockdown.

Lo scopo che ci ha spinto a bandire il Concorso era quello di avere a disposizione innanzi tutto uno strumento urbanistico unitario in grado di assolvere la funzione di punto di riferimento imprescindibile per qualsiasi intervento futuro in quell’area così delicata del nostro territorio, e in secondo luogo uno studio specifico per il riordino del sub ambito di Via Paolo Caselli.

Sono convinta che lo spazio pubblico costituisca il collante della qualità dello spazio urbano, avendo ben presente “un’idea di città” una visione di sistema, e per arrivare a questo obiettivo è indispensabile restituire un ruolo centrale alla progettazione, come abbiamo scelto di fare in questo caso.

La qualità delle proposte progettuali pervenute è stata elevata. Il progetto dello Studio di Architettura Sycamore S.r.l è stato scelto dalla Commissione di Gara come vincitore del Concorso per la sua capacità di ripensare lo spazio pubblico in rapporto al tessuto circostante e per la sua capacità di relazionarsi e mettersi a sistema con le aree e le funzioni preesistenti” conclude la Presidente.

“L’esito di questo concorso di progettazione – afferma Andrea Iacovelli, Responsabile Area Concorsi dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia – promosso dal I Municipio in collaborazione con l’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale e l’Ordine degli Architetti di Roma, avvalora ancora una volta  l’impegno dell’OAR nella politica di promozione del concorso di progettazione come strumento imprescindibile per la riqualificazione dei territorio e dell’ambiente costruito attraverso il lavoro degli architetti.

Quello che scaturisce dai concorsi di progettazione – ha aggiunto Iacovelli – è il tentativo di far sì che i progettisti si confrontino sulle trasformazioni della città, come nel caso del progetto dello studio Sycamore risultato vincitore del concorso. Il Progetto diviene baricentro, punto di equilibrio, visione di una città migliore, dove la misura è l’uomo, il cittadino e i rapporti connettivi con l’esistente. Esistente inteso non solo come “ambiente costruito” ma come “ambiente sociale” fatto di relazioni dialogiche che necessitano di essere stimolate. È questo il frutto del rapporto sinergico concretizzato tra l’Assessorato all’Urbanistica e l’Ordine degli Architetti di Roma: una nuova visione di città, dove a valle dei processi di pianificazione del territorio si innesta lo strumento del concorso di progettazione non più inteso come evento straordinario ma come processo ordinario e attuativo della trasformazione della città”.

“Il Concorso ha interessato l’ultimo isolato a sud-est del Rione Testaccio, compreso tra Via Galvani, Via Marmorata, il Cimitero Acattolico e il Monte dei Cocci” ha commentato l’Arch. Chiara Cecilia Cuccaro, Direttore Tecnico del Municipio I e Presidente della Commissione di Gara. “Un ambito occupato in parte dall’area dell’ex Campo Testaccio e in parte da insediamenti abusivi – commerciali, artigianali e in piccola quota residenziali.

L’obiettivo del Concorso era quello di sostituire gli insediamenti abusivi con laboratori artigiani, artistici, spazi espositivi e realizzare un polo per lo sport e il tempo libero in un contesto di riferimento in cui il verde costituisce la struttura portante in connessione con il sistema delle scuole su Via Galvani e Via Zabaglia e con i luoghi storici al contorno. Il vincitore del Concorso è incaricato dell’elaborazione del piano urbanistico necessario e del progetto definitivo per la realizzazione del nuovo insediamento”.


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