“RiprendiAMOci Villa Farinacci”

Un gruppo di cittadini del V Municipio reclama la struttura di via Rousseu
di Federico Carabetta - 10 Gennaio 2013

Un gruppo di cittadini del V Municipio all’insegna di “Riprendi…AMO…ci VILLA FARINACCI" reclama vivacemente ed organizza raccolte di firme e manifestazioni. Il motivo: dopo i lavori di restauro a Villa Farinacci in via Rousseau, lavori iniziati a giugno del 2008 e terminati nel dicembre 2010, la struttura non è ancora disponibile alla fruizione; è ancora chiusa e non si conosce se e quando verrà aperta, offrendo le promesse nuove funzioni pubbliche accomunate dalle finalità di tipo ambientale e una biblioteca comunale, la seconda del V municipio. 

I lavori sono stati dichiaratamente tali da rispettare la conformazione originaria di tutto il complesso con i suoi aspetti architettonici e strutturali, compresi quelli decorativi con i materiali costitutivi, come le pavimentazioni, i rivestimenti e gli arredi fissi ancora presenti.

A questo fine provvidenziale è stato il materiale di studio e di progetto dell’architetto Lorenzo Chiaraviglio, messo a disposizione dalla vedova, Letizia Chiaraviglio. La villa e le sue pertinenze furono acquisite al patrimonio del Comune di Roma nell’ormai lontano 1975. Nel 1996 fu vincolato ai sensi della legge 1089/1939. La superficie complessiva dell’edificio è pari a circa 830 mq, con una cubatura di circa 3000 mc. su un’area di 4500 mq.

L’opportunità di recuperare Villa Farinacci e l’area verde di pertinenza si è concretizzata attraverso la stipula di una Convenzione tra il Comune di Roma ed il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio per localizzare all’interno dell’edificio un Centro Parchi per attività di informazione ed educazione ambientale relative alle aree protette della città di Roma, insieme ad una Biblioteca del V Municipio con stesso indirizzo ambientale. La stessa Convenzione ha dato incarico all’Ufficio Edilizia Monumentale della Sovraintendenza Comunale di provvedere alla redazione del Progetto di Restauro e Adeguamento funzionale oltre alla realizzazione dei lavori stessi.

Il finanziamento dell’opera pubblica 2.582.284 di euro, sostenuti per 2.065.827 di euro dal Ministero dell’Ambiente, e per 516.456 di euro dall’Amministrazione Comunale.
La Villa fu costruita nel 1940 su progetto dell’architetto Lorenzo Chiaraviglio (Roma 1910-Roma 1973) come residenza romana del gerarca fascista Roberto Farinacci. Il progetto approvato dalla Commissione Edilizia del Governatorato di Roma il 1° ottobre 1940, prevedeva la costruzione di “una casa ad uso rurale per il conduttore proprietario del fondo”.

Fu invece realizzata una residenza di rappresentanza contemperando tecniche costruttive tradizionali con tecniche moderne ed elementi architettonici e materiali in stile razionalista tipico del ventennio. Ne sortì un interessante esempio di residenza rurale tra le due guerre, con elementi architettonici caratterizzanti come la torre, il patio, i portici ed i colori delle belle pavimentazioni interne in marmo.
 


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