Laboratorio Analisi Lepetit

Risolta la crisi nel Sesto: naufragata la mozione di sfiducia a Palmieri

Il Presidente municipale rimane in carica fino ad aprile 2013 e potrà contare su una maggioranza più larga
di F. S. - 16 Aprile 2012

Alle ore 17,45, al momento in cui, davanti a circa 200 cittadini stipati fino all’inverosimile nell’aula di piazza della Marranella, il Presidente del Consiglio municipale, Ettore Proietti, dà inizio alla seduta, tutti i presenti, constatata l’assenza dei tre consiglieri IDV (Ferretti, Maggi, Tedeschi), intuiscono che la mozione di sfiducia a Palmieri è ormai naufragata.

La conferma arriva, subito dopo, dallo stesso Proietti, il quale legge alcune comunicazioni inviate dai consiglieri assenti: nella prima si dà notizia che gli stessi ritirano la firma in calce alla mozione da essi stessi redatta; nella seconda si informa il Consiglio che, a seguito del ritiro della firma, i consiglieri Ferretti, Maggi e Tedeschi sono stati riammessi (erano infatti stati sospesi dal Partito) nell’IDV e, a seguito di ciò, rientrano anche nella maggioranza che sostiene Palmieri.

Un’altra comunicazione, letta sempre da Ettore Proietti, ma proveniente dal gruppo dell’UDC, informa che anche i due consiglieri UDC (Egidi e D’Offizi) ritirano la loro firma; di conseguenza i 13 firmatari sono diventati, improvvisamente, 8, vale a dire l’intero solo gruppo PDL.

A questo punto la seduta consiliare, pur continuando perché così richiesto dal capogruppo PDL, Francesco Corsi, non ha più storia, non potendosi più, a norma di Regolamento, mettere in votazione la mozione di sfiducia, sebbene rimanga la possibilità di discuterla.

Ma né il lunghissimo e vibrante intervento di Corsi, né la puntuale e puntigliosa replica di Giammarco Palmieri servono a ravvivare un dibattito che si preannuncia asfittico, né a riscaldare la platea dei cittadini (in stragrande maggioranza elettori di centro-sinistra e quindi ben soddisfatti e già rassicurati circa l’esito della seduta).

Il dato politico di fondo che l’esperienza di questa “quasi-crisi” in VI municipio mette in evidenza ci sembra il seguente: una maggioranza molto sfilacciata e indebolita si ricompatta perché, in vista delle elezioni del 2013, e anche nell’eventualità di un probabile accorpamento dei Municipi, non vi sono soluzioni alternative, tanto a livello capitolino che dei Municipi, alla riproposizione della contrapposizione tra i due schieramenti, centro-sinistra e centro-destra.

Un corollario a questo dato di fondo, ma anche una sostanziale novità, è rappresentato dall’atteggiamento dell’UDC: il ritiro della firma da parte di D’Offizi ed Egidi lascia intravedere manovre in atto a livello romano. Non è affatto improbabile che l’UDC (e l’intero Terzo Polo) si schieri a fianco del centro-sinistra.

A questo punto (ovviamente è una nostra considerazione) diventa prioritario, per le forze che si schierano alla sinistra del PD (IDV, SeL e FdS), al fine di evitare un ulteriore spostamento verso il centro dello stesso PD, trovino un terreno comune di confronto e di incontro, tale da offrire una piattaforma di sinistra alla possibile coalizione allargata. Piattaforma che non potrà non essere imperniata su alcuni punti qualificanti, a partire dallo stop alla cementificazione selvaggia, dal rilancio della mobilità sui mezzi pubblici (leggi metropolitane), dalla rivitalizzazione di un welfare locale uscito danneggiato negli ultimi quattro anni, dalla ripresa e dalla ri-valorizzazione del Decentramento istituzionale, garanzia di democrazia e partecipazione. 

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