Roberto Benigni: peccato quel neo – I dieci “fuori quota” del Pd – Computer-italiano 1 a 0 – Tra voci ed intrusioni inquietanti

Fatti e misfatti di dicembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 18 Dicembre 2012

Roberto Benigni: peccato quel neo

"L’auspicio di molti – nell’indignarsi per i vergognosi "spot" utlizzati dalla Rai per pubblicizzare l’illustrazione commentata dei dodici principii fondamentali della Costituzione da parte di Roberto Benigni – era stato che, almeno, la trasmissione camminasse su un percorso consono e serio. Nessuna lezione retorica e barbosa, ma nemmeno nessuna rinnovata e cretina esibizione "clownesca"".

L’auspicio, per fortuna, si è avverato: Roberto Benigni ha illustrato e commentato i dodici principii fondamentali della Costituzione con una preparazione, una passione, una misura davvero eccezionali. Anche se alla fine, purtroppo, ne è uscito confermato quanto molti già sapevano: che la nostra Costituzione è sì, probabilmente, la più bella del mondo, ma è anche, altrettanto probabilmente, la meno osservata e concretamente attuata. Questa, però, non è certo colpa di Roberto Benigni. Il quale, tuttavia, di un’altra colpa si è reso responsabile: quella di avere dedicato la prima mezz’ora della trasmissione affidatagli dalla Rai al bombardamento di Silvio Berlusconi. Un fatto negativo non perché si trattasse di Silvio Berlusconi – se avesse bombardato Pierluigi Bersani o Pierferdinando Casini sarebbe stato lo stesso – ma perché, approfittando della grande platea messagli a disposizione, ha lasciato spazio improprio al suo lato "clownesco" ed è clamorosamente uscito di argomento. Dal serio argomento. Un neo, insomma, che non ha potuto non abbassargli il voto. E non fargli ottenere quel dieci con lode che, per il resto, avrebbe ampiamente meritato.

I dieci "fuori quota" del Pd

"Nel Pd – è giunta conferma – in dieci hanno chiesto ed ottenuto di ricandidarsi pur avendo superato il limite massimo delle legislature portate a termine".

C’è da capirli. Volete mettere continuare a godere i benefici della "casta politica" piuttosto che tornare a fare la povera ricercatrice universitaria come la sessantunenne Rosy Bindi, il magistrato ad inizio carriera come la cinquasettenne Anna Finocchiaro, il sindacalista in tempi difficili come il settantanovenne Franco Marini, l’insegnante precaria come la sessantacinquenne Maria Pia Garavaglia, il giornalista in un momento di crisi editoriale come il sessantenne Giorgio Merlo, l’imprenditore in era di recessione come il settantaquattrenne Cesare Marini, il medico in un servizio sanitario in gravi condizioni come il cinquantaquattrenne Giuseppe Fioroni, il dirigente d’azienda con le aziende in crisi come il sessantenne Mauro Agostini, i consulenti d’impresa con le imprese sempre più in difficoltà come il cinquantaduenne Giuseppe Lumia e il cinquantaseienne Giancarlo Bresso? Non si pone proprio. E, dunque, via con il sesto, il quinto o il quarto mandato. Via con i "fuori quota". Nel segno del rinnovamento.

Computer-italiano 1 a 0

"Ecco – elaborate dal Ministero – due fra le domande alle quali hanno dovuto dare una risposta, nelle prime prove eliminatorie, le decine di migliaia di aspiranti insegnanti: "Quale è la prima pagina che viene caricata all’avvio di un "browser?" e il "Touch screen è?…""

Giusto, per carità, che gli insegnanti di domani conoscano l’ "arte del computer", ma, forse, sarebbe magari altrettanto – se non più – giusto che fossero chiamati a dimostrare la loro preparazione nelle materie che dovranno insegnare e nel gestire una classe. Ma queste, forse, sono convinzioni di altri tempi. Per una scuola "matusa". Oggi, dunque, largo a "browser" e a "touch screen". Italiano, latino, storia, matematica, scienze, semmai, dopo. Sempre più dopo e sempre meno. Computer e ignoranza felicemente a braccetto.

Tra voci ed intrusioni inquietanti

"La Germania – hanno fatto trapelare alcuni servizi segreti – starebbe fornendo, all’Iran, materiali e tecnologie per quella lavorazione dell’uranio che servirebbe alla realizzazione della bomba nucleare".

Se vero, sarebbe di una gravità eccezionale. Se non vero, sarebbe bene che la Germania ne ufficializzasse il falso. E questo sarebbe molto più urgente, più importante e più qualificante piuttosto che, ad esempio, indicare agli italiani come e per chi votare alle prossime elezioni. 


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