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Roghi tossici e incendi a Roma Sud: la politica chiede interventi urgenti

L'opposizione avverte: "Non si attenda il disastro ambientale per agire"

Numerosi incendi negli ultimi giorni a Roma sud e sud-ovest hanno fatto scattare l’allarme per le condizioni delle aree verdi e la salute pubblica. La politica, in particolare le opposizioni, chiedono interventi celeri all’amministrazione capitolina per scongiurare il ripetersi di questi roghi.

Il 20 giugno un maxi-incendio è divampato in un’area incolta a Magliana. Le fiamme, partite da un insediamento abusivo, hanno coinvolto anche rifiuti e plastica, sprigionando diossina. I dati di Arpa, che ha posizionato un rilevatore sul viadotto della Magliana, hanno registrato valori di diossina pari a 38 pg/m3, ben superiori allo 0,3 pg/m3 che indica la presenza di una fonte di emissioni localizzata.

Il giorno successivo, un altro incendio è divampato sulla via Ardeatina, in località Tor Pagnotta. Le fiamme, partite da un campo con cumuli di rifiuti, hanno coinvolto un autolavaggio e un vivaio. Oltre ai danni ambientali, l’incendio ha causato disagi alla circolazione sulla via Ardeatina e danni agli esercizi commerciali.

Carla Canale, consigliera della lista civica Raggi nel IX municipio, denuncia le gravi conseguenze di questi incendi: “Oltre alle criticità a livello ambientale, il rogo di Tor Pagnotta ha comportato disagi come l’interruzione della circolazione e danni economici. Alla luce dei dati di Arpa, è evidente che non ci sia più tempo da perdere. La salute pubblica e l’ambiente vanno preservati e quanto accaduto non deve ripetersi”.

Canale si rivolge al sindaco Roberto Gualtieri chiedendo un intervento urgente: “Ha il dovere di attivarsi per garantire la messa in sicurezza delle aree verdi e la bonifica delle discariche abusive. Ci sono fondi a disposizione per la cura della città che vanno utilizzati subito, senza attendere il disastro ambientale”.

La consigliera fa riferimento all’articolo 192 del Testo Unico Ambientale (TUA), che dispone interventi in caso di abbandono di rifiuti e immissione di inquinanti nelle acque. L’articolo prevede che il sindaco disponga con ordinanza le operazioni di bonifica e il termine per provvedere. “Se i soggetti obbligati non intervengono,” spiega Canale, “il sindaco può procedere in loro danno e recuperare le somme anticipate”.

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