Rogo di Villa De Sanctis: eseguito il fermo di un sospettato

VIDEO - Alla stazione ferroviaria di Torino-Lingotto dalla Squadra Mobile di Roma in collaborazione con quella di Torino. In seguito Seferovic è stato scarcerato
Redazione - 5 Giugno 2017

“A seguito di una intensa attività di indagine – si legge nel comunicato diffuso il 1° giugno 2017 dall’ufficio stampa della Questura di Roma – personale della Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Roma, in collaborazione con la Squadra Mobile di Torino, ha eseguito un fermo del Pubblico Ministero emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, nei confronti di Seferovic Serif, di anni 20, pregiudicato per reati contro il patrimonio, poiché gravemente indiziato di essere il responsabile dell’omicidio plurimo delle sorelle Halilovic Elisabeth, Francesca e Angelica“, nel rogo del camper avvenuto all’alba del 10 maggio scorso in un parcheggio di via Guattari nel quartiere Villa De Sanctis.

“Sin dai primi esiti dell’attività di indagine, – continua il comunicato – basata tra l’altro sull’assunzione di informazioni testimoniali e analisi di impianti di videosorveglianza presenti nell’area interessata, è subito emerso che quanto accaduto era da ricondursi a problematiche esistenti tra il nucleo famigliare Halilovic ed uno dei Seferovic, maturate all’interno del campo nomadi di Via Salviati. A seguito di tali problematiche, il padre delle tre vittime era da tempo entrato in forte contrasto con alcuni Seferovic. Infatti, l’omicidio del 10 maggio è stato preceduto da alcuni episodi di litigi e danneggiamenti, sintomatici del clima esistente fra i citati nuclei familiari. Si è accertato inoltre che pochi giorni prima la famiglia Seferovic ha repentinamente abbandonato il campo nomadi di via Salviati, proprio in seguito alla degenerazione dei rapporti con gli Halilovic. Pertanto, l’attività investigativa è stata indirizzata nei confronti del nucleo familiare dei Seferovic ed ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Seferovic Serif il quale, tra l’altro, aveva nella disponibilità un furgone con le stesse caratteristiche di quello presente sulla scena del delitto ed utilizzato dagli autori del rogo.”

“Il prosieguo delle indagini – spiega la Questura – ha consentito di localizzare la compagna del Serif in Sardegna, la quale, costantemente monitorata, nella serata di ieri, si è imbarcata su un traghetto per Genova da dove, nella mattinata odierna, a bordo di un treno, è partita alla volta di Torino, città ove vivono alcuni parenti della famiglia Seferovic. Giunta presso la stazione ferroviaria Lingotto di Torino, è scesa dal convoglio e, poco dopo, si è incontrata con un soggetto subito riconosciuto dagli investigatori nel Serif, il quale è stato immediatamente bloccato per l’esecuzione del fermo del Pubblico Ministero emesso dall’Autorità Giudiziaria procedente, in considerazione dei gravi indizi di reità raccolti nei suoi confronti, per i reati di omicidio plurimo, tentato omicidio plurimo, detenzione, porto ed utilizzo d’arma da guerra e incendio doloso. All’atto del fermo il Seferovic non ha opposto resistenza.”

Il video del fermo per il rogo delle tre sorelle

Rilasciato Seferovic

Il 5 giugno il gip di Torino, Alessandra Danieli, ha convalidato il fermo di polizia per Serif Seferovic ma non ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, come chiesto dal pm di Roma Antonino di Maio, disponendo quindi la scarcerazione del giovane.

“Mancanza di gravi indizi di colpevolezza” questa è la motivazione della decisione presa dal gip.

Interrogato il 4 giugno mattina dalla Danieli il ventenne rom aveva affermato di non trovarsi sul luogo dell’incendio, “non c’entro nulla, quella notte non ero lì, ero lontano assieme alla mia famiglia”, chiarendo che in quegli attimi tragici si trovava con la sua famiglia in un’area di sosta a Prati Fiscali.


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