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Roma 2027, salta il piano Malagò: FdI cerca il candidato anti-Gualtieri

La decisione definitiva potrebbe arrivare già entro la fine di maggio. Ma il tempo, nel centrodestra romano, è ormai diventato il primo vero avversario politico

Il piano sembrava già scritto. Dopo la chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, il centrodestra avrebbe dovuto lanciare ufficialmente Giovanni Malagò nella corsa al Campidoglio, trasformando l’ex presidente del Coni nel grande federatore capace di contendere Roma a Roberto Gualtieri. Invece, nel giro di poche settimane, lo scenario si è completamente ribaltato.

La partita per il Campidoglio è tornata improvvisamente in alto mare dopo la decisione di Malagò di puntare alla guida della Federcalcio.

La crisi aperta nel mondo azzurro dalla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali ha cambiato le priorità dell’ex numero uno dello sport italiano, che il 14 maggio ha formalizzato la propria candidatura alla presidenza della Figc, archiviando di fatto l’ipotesi Roma.

Per il centrodestra romano si tratta di un contraccolpo pesante. La coalizione si ritrova senza il candidato considerato fino a poche settimane fa il profilo ideale per sfidare il sindaco uscente, e soprattutto con un cronoprogramma già saltato.

Nei vertici di Fratelli d’Italia il mese di marzo era stato indicato come il limite massimo per chiudere il dossier Campidoglio e avviare la campagna elettorale con largo anticipo.

Un obiettivo ormai sfumato che riporta alla memoria il precedente del 2021, quando il nome di Enrico Michetti venne ufficializzato troppo tardi, lasciando il centrodestra in affanno fin dall’inizio della corsa.

Nel frattempo Gualtieri ha già iniziato a muoversi. Il sindaco uscente lavora da mesi alla costruzione della macchina elettorale: raccolta fondi, struttura digitale per il coordinamento dei volontari e consulenti della comunicazione già operativi nei quindici municipi.

Uno scenario che avrebbe spinto Giorgia Meloni a intervenire direttamente per accelerare i tempi e imporre una decisione entro la fine del mese.

Sul tavolo c’è infatti una riunione strategica di Fratelli d’Italia dedicata proprio alla sfida romana, considerata centrale per gli equilibri politici nazionali.

L’assenza di un nome condiviso, però, sta alimentando tensioni sempre più evidenti dentro la coalizione.

Noi Moderati chiede un confronto immediato sul candidato e avverte che il partito non intende restare ai margini delle scelte strategiche.

Anche la Lega aumenta la pressione, rivendicando la necessità di puntare rapidamente su figure forti e riconoscibili.

Matteo Salvini aveva già lanciato mesi fa il nome di Antonio Maria Rinaldi, mossa letta da molti come un segnale politico rivolto agli alleati.

Forza Italia, invece, sceglie una linea più prudente ma continua a rafforzare la presenza sui territori.

Il partito guidato da Antonio Tajani sta lavorando soprattutto sul tema della sicurezza urbana, organizzando gazebo e iniziative nei quartieri per raccogliere proposte e costruire il programma elettorale.

Dentro Fratelli d’Italia, intanto, prende quota l’idea di abbandonare definitivamente la ricerca del candidato civico e tornare a una scelta pienamente politica. Una riflessione maturata dopo il fallimento dell’esperimento Michetti e ora rafforzata dal passo indietro di Malagò.

Il primo nome emerso apertamente è quello di Fabio Rampelli. Storico esponente della destra romana e vicepresidente della Camera, Rampelli ha lasciato intendere la propria disponibilità a correre per il Campidoglio qualora il partito glielo chiedesse.

Una candidatura che garantirebbe radicamento politico e identità, ma che rischia di creare resistenze soprattutto nell’area moderata della coalizione.

Proprio per evitare nuove frizioni, nelle ultime settimane ha iniziato a circolare con sempre maggiore insistenza anche il nome di Roberta Angelilli, attuale vicepresidente della Regione Lazio.

Figura considerata più istituzionale e trasversale, Angelilli viene vista da parte del centrodestra come un possibile punto di equilibrio capace di tenere unita la coalizione.

La decisione definitiva potrebbe arrivare già entro la fine di maggio. Ma il tempo, nel centrodestra romano, è ormai diventato il primo vero avversario politico.

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