Roma, 700 nuove auto bianche in strada: accelerazione del Comune sulle licenze

Tra le richieste chiave dell’Art c’è anche l’introduzione dei gps obbligatori a bordo dei taxi, per avere un quadro preciso di chi lavora, quando e dove

Quello che a marzo sembrava un miraggio, oggi è realtà: 700 nuove licenze taxi sono state già rilasciate dal Comune di Roma. Un traguardo significativo nella tanto attesa riforma del trasporto pubblico non di linea, e un primo passo verso una Capitale più moderna, più accessibile e con meno attese per i cittadini.

Un boom dopo lo stallo

Fino a pochi mesi fa, le pratiche sembravano impantanate nella burocrazia. Poi, a maggio, la svolta: consegnate le prime 10 autorizzazioni, la macchina amministrativa ha iniziato a macinare numeri.

Oggi sono circa 700 i nuovi taxi operativi, frutto di altrettanti lavoratori che hanno versato al Campidoglio 75.500 euro per una licenza ordinaria e 58.400 per quella dedicata al trasporto disabili.

Ma non tutti i vincitori del bando sono riusciti a ottenere la licenza: alcuni hanno rinunciato, altri stanno valutando ricorsi, altri ancora non hanno trovato le risorse per saldare quanto dovuto. Risultato: il Comune scorrerà la graduatoria per riassegnare le licenze rimaste, con tempi inevitabilmente più lunghi.

Il vero nodo: quanti taxi servono davvero?

Il rilascio delle prime 1.000 licenze – su un totale programmato di 2.330 – è solo l’inizio. Secondo l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art), il numero è addirittura sottostimato: i dati attuali si basano su chiamate inevase, ma manca un’analisi scientifica e aggiornata sul reale fabbisogno.

L’Art aveva già detto la sua nel maggio 2024: “L’incremento è prudenziale. Servono più licenze”. E senza numeri certi, nessuno può dire davvero se Roma abbia troppi taxi o troppo pochi.

 Gps obbligatori: la battaglia di Gualtieri

Tra le richieste chiave dell’Art c’è anche l’introduzione dei gps obbligatori a bordo dei taxi, per avere un quadro preciso di chi lavora, quando e dove. Una misura utile sia per migliorare il servizio che per evitare abusi o carenze.

Il sindaco Roberto Gualtieri ha rilanciato l’idea durante la Festa dell’Unità:

Chiediamo al governo di farci mettere il gps sui taxi. Perché non posso sapere dove sono? Se un taxi stacca prima, perché non lo posso sapere né sanzionare?

L’appello è stato rivolto al ministro Matteo Salvini, che a dicembre si era detto disponibile a discuterne. Ora si attende un progetto ufficiale.


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