

Consumi da record e cavi roventi nel sottosuolo: da Cesano alla Borghesiana è paralisi. Schierati 600 tecnici Areti
Un’ondata di calore che non concede tregua e che, oltre a prosciugare le resistenze fisiche dei cittadini, finisce per piegare l’infrastruttura energetica della Capitale.
Nel fine settimana più rovente dell’estate, Roma è piombata in un vero e proprio “effetto domino” di blackout, sbalzi di tensione e interruzioni a catena della corrente elettrica.
Una mappa del disagio a macchia d’olio che ha risparmiato pochissimi quadranti, lasciando migliaia di famiglie chiuse in appartamenti roventi senza l’ausilio di condizionatori, con i frigoriferi a rischio e le linee internet completamente azzerate.
Sui gruppi social di quartiere le segnalazioni si sono rincorse a ritmo battente per oltre quarantotto ore: interruzioni improvvise, la luce che va e viene nel giro di pochi minuti, gli elettrodomestici che saltano per i continui picchi e i cali di tensione. Un incubo soprattutto per i soggetti più vulnerabili, anziani soli e bambini piccoli costretti a soffrire in casa con picchi termici vicini ai 40 gradi.
Le criticità più marcate sono emerse nel quadrante ovest, a Valle Galeria. In via Montemarzino la serata di domenica si è trasformata in un blackout prolungato, causato dall’avaria di una cabina primaria.
Nelle arterie limitrofe, come via Volpeglino e via Murisengo, pur rimanendo la luce si sono registrati continui sbalzi e l’azzeramento della connettività di rete.
Non è andata meglio al nord, a Settebagni, dove via delle Lucarie e via Cascina hanno subito spegnimenti continui per tutto il pomeriggio dominicale. Guasti e disservizi a macchia d’olio anche a Cesano, mentre nel Municipio VII i fari si sono spenti nelle zone di Giulio Agricola, Appio Claudio e lungo l’asse di via Tuscolana fino a San Policarpo, con tempi di ripristino particolarmente lunghi nel quartiere Don Bosco.
La paralisi ha poi travolto la periferia est: buio pesto e cali di tensione si sono susseguiti tra Borghesiana, Villaggio Prenestino, Castelverde e lungo la via Casilina all’altezza di Vermicino, allungando la lista dei quartieri già finiti al buio nei giorni precedenti (Giardinetti, Tor Vergata, Labaro e Alessandrino).
«La corrente è andata via all’improvviso, poi è tornata ma continuava a saltare a intermittenza», racconta sconfortata una residente di Borghesiana. «Siamo stati costretti a staccare tutti i salvavita e le prese dei grandi elettrodomestici per evitare che si bruciassero. Ma con quasi 40 gradi all’esterno e il sole che batte sui muri, restare barricati in casa senza condizionatore è stato un inferno».
A preoccupare è soprattutto la tenuta sociale nei condomini più fragili: «Nel nostro palazzo vivono diversi anziani soli», denunzia un residente della zona Tuscolana. «Senza corrente saltano gli ascensori e i climatizzatori. In queste condizioni Bastano poche ore per trasformare il disagio in un’emergenza sanitaria».

A chiarire l’origine dello stress strutturale della rete è Areti, la società del gruppo Acea che gestisce la distribuzione dell’energia elettrica a Roma. Secondo la società, a fare da detonatore non è soltanto l’esplosione dei consumi legata all’uso simultaneo dei condizionatori, ma un fattore climatico ancora più insidioso: le minime notturne ancorate attorno ai 26 gradi.
Questa mancanza di escursione termica impedisce ai cavi sotterranei di disperdere il calore accumulato durante le ore diurne, portando le linee al surriscaldamento e al conseguente guasto per fusione.
Per contenere l’emergenza, Areti ha messo in campo una task force straordinaria:
Forza lavoro: Oltre 600 tecnici operativi su turni continui giorno e notte.
Mezzi di soccorso: Dispiegati 85 gruppi elettrogeni ad alta potenza per bypassare le cabine in avaria e ridare luce ai complessi residenziali più colpita.
Gestione: Attivata una doppia cabina di regia operativa nel weekend per monitorare in tempo reale i picchi di carico e indirizzare le squadre di pronto intervento.
Dall’azienda arriva il consueto invito a limitare per quanto possibile i consumi Superflui nelle ore di punta.
Un appello al senso civico che si scontra tuttavia con la realtà di un’estate torrida, dove per la popolazione l’aria condizionata ha smesso da tempo di essere un bene di lusso per trasformarsi in un presidio di sopravvivenza urbana.
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