

Il vero punto di rottura risale a dicembre 2023, quando il Comune ha messo fine all’era di Roma Tpl e ha affidato il trasporto periferico a due nuovi operatori
Per anni, nelle periferie di Roma, prendere l’autobus ha significato fare i conti con ritardi cronici, mezzi che si guastavano a metà tragitto e le famigerate scene dei bus “flambè”.
Oggi, però, qualcosa sta cambiando. E non si tratta solo di percezioni: chi vive quotidianamente le linee periferiche sta iniziando a vedere con i propri occhi i primi, concreti segnali di una svolta.
Il vero punto di rottura risale a dicembre 2023, quando il Comune ha messo fine all’era di Roma Tpl e ha affidato il trasporto periferico a due nuovi operatori, suddividendo la rete in due lotti: Autoservizi Troiani per il quadrante est e Bis per quello ovest.
Una rivoluzione che, nei primi mesi, sembrava però destinata a inciampare negli stessi problemi del passato: corse saltate, mezzi vecchi ancora in circolazione, ritardi nelle consegne dei nuovi autobus, al punto da far temere perfino una rescissione dei contratti.Poi, lentamente, la curva ha iniziato a cambiare direzione.
A settembre 2024 sono arrivati i primi bus elettrici per il lotto est; quelli per il lotto ovest hanno raggiunto la Capitale durante l’estate.
E oggi, a distanza di un anno e mezzo dall’avvio del nuovo corso, la flotta rinnovata è finalmente una realtà visibile nelle strade dei quartieri periferici.
A confermarlo sono i numeri forniti dall’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè:
Lotto Est (Troiani): 118 bus elettrici, 65 ibridi e 46 diesel ancora in circolazione.
Lotto Ovest (Bis): 103 elettrici, 37 ibridi e 79 diesel.
Un parco mezzi che, per la prima volta dopo anni, mostra una tendenza chiara: nel corso del 2026 gli operatori dovranno immatricolare ulteriori autobus elettrici, mandando definitivamente in pensione anche gli ultimi ibridi e diesel.
«I due aggiudicatari stanno immettendo gradualmente in servizio i nuovi autobus, sostituendo la vecchia flotta – ha spiegato Patanè – per migliorare la qualità del servizio con vetture più moderne, sicure, efficienti e sostenibili».
Una dichiarazione che fotografa bene ciò che in molti, soprattutto nei quartieri più lontani dal centro, stanno iniziando a notare: mezzi più silenziosi, aria condizionata funzionante, minor tasso di corse annullate.
Le criticità, certo, non sono sparite. Alcune zone continuano a soffrire per la mancanza di frequenze adeguate e la puntualità non è ancora quella che i cittadini si aspettano. Ma rispetto ai tempi di Roma Tpl, il miglioramento è ormai evidente anche agli occhi dei più scettici.
La sfida, ora, è trasformare questa inversione di tendenza in un nuovo standard per la mobilità delle periferie. Con autobus più moderni e un servizio più affidabile, la Capitale prova a lasciarsi alle spalle anni di disservizi e a costruire un trasporto locale finalmente all’altezza dei suoi quartieri.
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