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Roma, calciomercato da grandi: spesi 78 milioni

Solo la Juve in Italia ha speso di più. Pjanic, Gago, Kjaer e Borini gli ultimi colpi di Sabatini. Borriello resta a Roma. Si punta in alto
di Lorenzo Censi - 1 Settembre 2011

Habemus Roma. Al termine di un’ultima giornata di mercato estenuante per il ds Sabatini, i giallorossi acquistano quattro giocatori che si vanno ad aggiungere ai sette già tesserati da Luglio. Pjanic, Gago, Kjaer e Borini. In tutto undici, ci si potrebbe fare una squadra. Il colpo ad effetto ha il volto ed i piedi di Miralem Pjanic, detto “il pianista” a Lione per il suo tocco sopraffino. Il bosniaco sarà l’uomo in più del centrocampo, un reparto che ha evidenziato moltissime lacune fino ad ora. Tra i quattro giocatori Pjanic è l’unico acquisto definitivo(11 milioni versati nelle casse del club transalpino) .

Sarà proprio lui ad affiancare De Rossi nel terzetto di mediani insieme a Fernando Gago, altra operazione molto interessante che Sabatini però ha condotto in porto con la formula del prestito con diritto di riscatto, molto gettonata da qualche anno. In extremis la Roma ha superato la concorrenza del Palermo, destinazione non particolarmente gradita al giocatore. L’ormai ex volante del Real Madrid è un giocatore da recuperare. Il “futuro Redondo” a Madrid non ha mai convinto del tutto: ha trascorso l’ultima stagione vagando tra panchina e tribuna e pagando un rapporto non ottimale con Mourinho. Ma la possibilità di acquistare a titolo definitivo il giocatore tra un anno a “soli” 7 milioni ha ingolosito, giustamente, Sabatini. Decisiva la mediazione di Bronzetti.

Ieri si è anche conclusa la telenovela Kjaer: dopo le difficoltà incontrate nell’ultimare l’accordo tra Roma e Wolfsburg e che sembravano far saltare l’affare, il giocatore è arrivato nella capitale, questa volta per restarci, con prestito a 3 milioni e diritto di riscatto fissato a 7.
Ma la vera scommessa di questa sessione estiva risponde al nome di Fabio Borini, 20enne ex Chelsea e Swansea, prelevato dal Parma che a sua volta aveva comprato il giocatore(svincolato) a fine Giugno. Perno dell’under 21 di Ferrara, è arrivato anche lui nella capitale con la formula del prestito oneroso a 1,5 milioni e riscatto a 7. Se ne parla molto bene: rapido, tecnico e con una grande carica agonistica.

Una campagna acquisti così ricca di giocatori non si vedeva dai tempi di Zeman, quando accanto a campioni(Cafù), buonissimi giocatori (Paulo Sergio, Di Francesco, Konsel) arrivarono nomi del calibro di Cesar Gomez, Servidei e Pivotto. Oggi questo rischio sembra scongiurato: gli undici acquisti di Sabatini sono quasi tutti giovani di buonissime prospettive (l’età media è stata abbassata da 30 a 26,4 anni) se non già affermati, che permettono di avere una formazione titolare di alta qualità e una panchina all’altezza. Circa 80 milioni la cifra fatta sborsare da Sabatini a DiBenedetto&co. Nel 2001, anno dello scudetto, Sensi spese 100 miliardi.

Unico neo: le cessioni. La Roma non è riuscita a sfoltire quanto avrebbe voluto, sono rimasti a Trigoria molti, troppi giocatori che con il loro ingaggio rischiano di rappresentare un gravoso peso sul bilancio della società. Borriello ,dopo l’esito negativo della trattativa tra Roma e Psg, ha rifiutato tutte le altre proposte (Marsiglia e Galatasaray non gli avrebbero garantito l’ingaggio che percepisce a Roma), Okaka, Simplicio, Barusso, Greco sono rimasti nella capitale, chi per mancanza di offerte, chi perché ha puntato i piedi. I soli Brighi(Atalanta) Antei (Grosseto) e Virga (Lanciano) hanno fatto le valigie.

Una rosa di 30 giocatori sembra eccessiva per una stagione senza coppe europee, mentre invece le passate stagioni una squadra praticamente senza cambi affrontava anche la Champions League. Luis Enrique, che dal canto suo ha mostrato di essere molto preparato dal punto di vista tattico, dovrà gestire nel migliore dei modi le risorse che ha a disposizione, e vuoi per la giovane età, vuoi per le pressioni di una piazza come quella di Roma, non sembra il più facile dei compiti.

L’attacco conta 8 giocatori: Totti, Bojan, Osvaldo, Borriello, Lamela, Okaka, Caprari e Borini. Indubbiamente troppi. A centrocampo, la qualità di Gago e Pjanic sarà sicuramente funzionale al tiki taka di Luis Enrique anche se sembra mancare un interditore (Fernando, Guarin) in grado di spalleggiare “polmoni d’acciaio” De Rossi. In difesa è preoccupante invece la mancanza di un esterno sinistro capace di contendere il posto a Jose Angel. Lo spagnolo è un giocatore molto interessante, ma per l’estenuante lavoro richiesto dall’allenatore ai terzini sarà inevitabilmente soggetto a cali fisici. Perché mandare Crescenzi a Bari? Kjaer è un buon centrale, reduce da 2 anni così così nella Bundesliga, che però non risponde certo all’identikit del difensore che esce palla al piede e cominci l’azione.

Ma la Roma di inizio Settembre è una squadra che sulla carta parte dietro solamente a Milan ed Inter, alla pari con Napoli e Juventus. Bisognerà cercare conferme sul campo(esordio in casa contro il Cagliari domenica 11). Se Luis Enrique troverà la quadratura del cerchio, riuscendo a creare il giusto mix tra giovani e giocatori più esperti, se i nuovi non deluderanno le attese e i senatori rialzeranno la testa, ne vedremo delle belle.

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