Roma Capitale, Alemanno: ‘La Lega Nord sabota il decreto legislativo’

Nanni:" Dal fallimento solo nuova denominazione. Interrogazione sui costi"
Enzo Luciani - 12 Novembre 2011

«Nonostante la Regione Lazio abbia dato il suo parere favorevole al Decreto Legislativo per Roma Capitale, – dichiara il sindaco Gianni Alemanno – il ministro Calderoli della Lega Nord, si è rifiutato di presentare il Decreto in Consiglio dei Ministri. Ancora una volta, la Lega Nord ha provato a sabotare gli interessi della nostra Città con pretesti di bassissimo profilo. Ormai, soltanto il prossimo Governo potrà adempiere a questo atto formale in tempo utile prima del 21 novembre, data di scadenza per l’approvazione in prima lettura del decreto legislativo. Siamo sicuri che la necessità di dare una diversa governance alla nostra città riuscirà a trovare pieno riconoscimento a prescindere dalla formula politica con cui sarà costituito il nuovo Esecutivo».

E a questo proposito il consigliere del PD Capitolino Dario Nanni dichiara in una nota:  «Alemanno incassa dal Governo e dalla sua maggioranza di riferimento un pugno di mosche per Roma Capitale. E’ l’esito finale dello scellerato ‘Patto della Pajata’ stipulato con Bossi. Un fallimento totale. Non a caso il ministro Calderoli della Lega Nord, si è guardato bene dal presentare il Decreto per Roma Capitale in Consiglio dei Ministri. E l’ennesima dimostrazione che la coalizione guidata dal governo Berlusconi ha lavorato contro Roma e usato Alemanno come cavallo di Troia per scassare l’assetto amministrativo – istituzionale della Repubblica nella vicenda dei ministeri. Anzichè mettere le mani avanti sul prossimo governo il Sindaco dovrebbe chiarire quanto è costato ad oggi il ‘Restyling’ delle scritte con ‘Roma Capitale’ sulle auto della Polizia Municipale, negli uffici comunali, nei verbali, nei certificati e nei modulari. Essendo questa l’unico esito della riforma per Roma Capitale presenterò una interrogazione urgente alla giunta per conoscere i costi che l’amministrazione capitolina ha sopportato per la riforma delle intestazioni e delle denominazioni.»


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