Roma Capitale, ora è legge

Alemanno: "oggi si apre nuova epoca". Approvato o.d.g di Cutrufo per accelerare iter burocratico
A.M. - 30 Aprile 2009

Il 29 aprile il Senato con 154 voti a favore, 6 contrari e 87 astenuti ha dato il via libera definitivo al disegno di legge di delega sul federalismo fiscale.
A favore hanno votato Pdl, Lega nord, Idv e i senatori dell’Svp-Autonomie. Contro l’Udc, mentre il Pd si è astenuto.

“In dieci mesi – commenta il Sindaco di Roma Gianni Alemanno -abbiamo completato un viaggio che durava da anni. Lo status speciale per Roma Capitale è un sogno che la nostra città inseguiva dagli anni ’80 e che nonostante le reiterate promesse non era mai stato realizzato. Oggi diventa legge, finalmente, l’attuazione prevista dall’articolo 114 della Costituzione e per Roma si apre una nuova epoca che ci permetterà di prendere decisioni più rapide ed efficaci non solo per tutelare Roma Capitale d’Italia ma anche per rilanciare il suo ruolo internazionale. Un dato significativo è la condivisione della norma anche da parte del Pd che si è astenuto”.

Una svolta epocale per Roma. Il testo specifica, infatti, le funzioni amministrative che spettano al Comune di Roma, oltre a quelle attualmente di sua competenza. Contemporaneamente si avvia il processo per l’istituzione di nuove città metropolitane: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Napoli e, con una modifica a Montecitorio, anche Reggio Calabria.

"Il voto del Senato sul federalismo fiscale ci consegna due risultati importanti. Dichiara in una nota Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma. Il federalismo fiscale rappresenta il primo, fondamentale, riconoscimento dell’autonomia e della responsabilità degli enti locali nella gestione delle proprie risorse e delle proprie funzioni. Per il nostro territorio si apre una prospettiva nuova. Grazie al lavoro sostenuto in questi mesi, con il riconoscimento della funzione di Roma come Capitale d’Italia inizia l’iter per la costruzione della Città Metropolitana di Roma Capitale: il percorso di una vera riforma istituzionale segnata dall’efficienza, dalla semplificazione, dall’impegno comune per aprire una nuova stagione di sviluppo. Con questo voto il lavoro del Parlamento ci consegna grandi opportunità che ora devono avere un seguito coerente nelle scelte attuative. Su questo – conclude Zingaretti – intendiamo lavorare, come abbiamo finora, per ottenere risultati concreti nel confronto con il governo e con gli altri enti locali".

Soddisfazione espressa anche da Mauro Cutrufo, vicesindaco di Roma con delega alla grande riforma per Roma Capitale, per l’approvazione, grazie anche alla collaborazione dei senatori romani del Pdl, dell’ordine del giorno da lui presentato “che mira – come ha spiegato Cutrufo a margine dei lavori dell’Aula di Palazzo Madama – ad accelerare i tempi affinché il Governo, nel più breve tempo possibile, dopo la storica approvazione di Roma Capitale, definisca la materia nella parte a lui delegata".

“La definitiva approvazione della norma su Roma Capitale è un momento importante per la città di Roma” Questo il commento del Pd capitolino. “Nei mesi scorsi – ha affermato il capogruppo Umberto Marroni – abbiamo lavorato come Pd per il miglioramento del testo, ora è necessario però che il Consiglio Comunale di Roma divenga protagonista della fase costituente avanzando proposte di elaborazione dei decreti legislativi e successivamente nelle modifiche di statuto e nell’attuazione dei regolamenti. Il Pd in Campidoglio lavorerà per dare vita ad un percorso condiviso di tutte le forze politiche per attuare una riforma che Roma attende da tanti anni. Già nelle scorse settimane avevamo, infatti, invitato il Presidente della Commissione per la Riforma di Roma Capitale, l’onorevole Francesco Smedile, a chiedere al Sindaco Alemanno la convocazione di un Consiglio Comunale in modo da elaborare un’azione comune per il futuro della nostra città”.

Ed è proprio di Smedile l’ultima parola: “Probabilmente ciò che ha spinto il Senatore Cutrufo a presentare tale ordine del giorno è la nostra stessa preoccupazione. Temiamo infatti che dissidi interni possano rallentare ed invischiare il percorso della norma producendo un eccessivo dilatamento dei tempi che potrebbe vanificare gli sforzi fatti in questi mesi per elaborare una proposta, con il significativo apporto del Partito Democratico, che apre un percorso importante nel riconoscimento alla città di Roma di quei poteri necessari per governare quella che è la capitale d’Italia”.


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