

La gara pubblica, affidata a Roma Servizi per la Mobilità, servirà ad individuare la società tecnologica che svilupperà il software
La bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, ma anche come piccolo salvadanaio urbano. Il Campidoglio ha acceso il semaforo verde al progetto che promette di trasformare le pedalate casa-lavoro in voucher per la spesa.
È partita infatti la gara pubblica, affidata a Roma Servizi per la Mobilità, per individuare la società tecnologica che svilupperà il software “anti-furbetti” incaricato di certificare i chilometri percorsi.
La scadenza è fissata al 12 marzo. L’obiettivo: rendere il sistema pienamente operativo entro la fine dell’estate 2026.
Il meccanismo sarà semplice per l’utente, ma rigoroso nei controlli.
Ogni ciclista dovrà:
installare sulla propria bici un dispositivo certificato;
scaricare un’app dedicata;
registrare esclusivamente i tragitti casa-lavoro.
Il software calcolerà chilometri e frequenza delle sessioni, premiando la costanza più che la performance sportiva.
Premi previsti:
5 euro per 20 sessioni mensili;
fino a 15 euro al mese per 40 sessioni;
bonus extra fino a 100 euro per i più virtuosi nelle classifiche mensili;
premi annuali da 150, 100 e 70 euro per i “campioni della pedivella”.
Un sistema pensato per incentivare l’uso quotidiano della bici, non l’exploit occasionale.
I punti accumulati diventeranno buoni digitali spendibili esclusivamente negli esercizi commerciali di prossimità. Una doppia leva: meno auto in strada e più sostegno al commercio locale.
In una prima fase i voucher saranno destinati all’acquisto di beni di prima necessità, ma l’elenco dei prodotti dovrebbe ampliarsi progressivamente.
Il progetto seguirà una roadmap graduale:
Fase pilota per i dipendenti di Roma Capitale e delle società partecipate, come AMA e ATAC;
Estensione a lavoratori di aziende, università e scuole dotate di mobility manager;
Apertura a tutti i residenti di Roma Capitale e della Città Metropolitana.
Le risorse per finanziare i premi sono già state stanziate.
Ora la sfida è tecnica e culturale: garantire un sistema impermeabile agli abusi e convincere anche gli automobilisti più irriducibili a lasciare le chiavi nel cassetto.
Se funzionerà, la rivoluzione sarà silenziosa ma concreta: meno traffico, meno smog e una spesa pagata a colpi di pedale.
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