Roma Creativa, ed è subito una festa di idee e progetti

Alla Festa dell’Unità di Roma una serata dedicata ai futuri possibili delle politiche culturali per Roma
Olga Di Cagno - 25 Luglio 2019

Martedì 23 luglio, alla Città dell’Altra Economia, nell’ambito della Festa dell’Unità di Roma, serata dedicata a “Roma Creativa”, il tavolo dedicato, all’interno della Federazione Romana del PD, alle Politiche Culturali ed alla creatività.

Una serata calda, un pomeriggio afoso ed una tematica – le politiche culturali e la creatività a Roma – che scaldano ancora di più ed eccitano le immaginazioni dei numerosi presenti all’evento coordinato e presentato da Gioia Farnocchia, responsabile per la Federazione Romana del Pd del tavolo cultura cittadino.

La scenografia iniziale di un evento culturale impegnato, accogliente coinvolgente ed inclusivo si presentava – all’inizio della serata – con un cielo arrossato dal sole al tramonto e la polvere che si alzava al camminare dei numerosi intervenuti, ospiti, spettatori e volontari. Una polvere che, come è stato argutamente presentato nell’introduzione, caratterizza la Città negli ultimi tempi: non solo, però e purtroppo, la semplice polvere dovuta all’incuria, ma una polvere più sottile, più densa, più opprimente, una polvere che rappresenta il punto finale di un processo di allontanamento fino ad arrivare allo sgretolamento di valori, di impegni, di relazioni. La polverizzazione di una città che per sua vocazione profonda dovrebbe, al contrario, creare aggregazione e cooperazione. La fotografia che è stata presentata, grazie al contributo di Pietro Valentini – economista della cultura – sintetizza in pieno questa polverizzazione: non esistono dati aggreganti ed aggregati su Roma vista nella sua interezza ed unicità, non esiste una visione globale delle politiche culturali per Roma.

Le prime riflessioni sull’importante tema delle politiche culturali e della creatività a Roma che hanno fatto da contrappunto alla prima scena sono state poi superate quando sul palco sono stati chiamati i territori ad esprimere le loro esperienze: il V ed il X Municipio hanno portato idee, riflessioni, esempi e richieste di interventi politici (si era pur sempre in una sede politica benché in un assemblea di festa), chiedendo a gran voce di cambiare scena, di ricucire rapporti, di creare le condizioni politiche per poter far disperdere la polvere e cominciare, o ricominciare, a ridare respiro all’Urbe.

Il sole stava ormai calando e la polvere si stava abbassando e così è stato anche per la scenografia, stava mutando, lentamente ma consapevolmente nella mente delle persone la scenografia si stava modificando: gli interventi successivi hanno permesso di intravedere oltre le quinte la possibilità di creare e dipingere un fondale europeo ed internazionale grazie al prezioso intervento di Silvia Costa, un fondale che come struttura di base ha un impianto normativo ipotizzato ed in parte realizzato nella precedente legislatura e che sta proseguendo, anche se con alcune difficoltà, ugualmente in questa grazie alla titanica volontà di alcuni nostri rappresentanti, tra i quali Flavia Nardelli né è un clarissimo exemplum.

Con le luci della sera e il cielo illuminato una nuova visione era ormai possibile, una visione che prendendo spunto dal passato anche nazionale (Valeria Fedeli ha più volte ribadito, come tutti del resto, l’importanza dell’investire sulle nuove generazioni) e dalle illuminate amministrazioni di altre rappresentazioni passate, Michela Di Biase ha potuto ricordare azioni politiche ed operazioni culturali di alto spessore tecnico e di aggregante coinvolgimento sociale, ha coinvolto la platea in un invito corale di un nuovo inizio di scrittura, elaborazione e realizzazione per una nuova creativa rappresentazione della Città Eterna, inserita in una regione, il Lazio che sta lavorando per riuscire a dare la possibilità di organizzare anche altre rappresentazioni delle altre realtà territoriali come hanno correttamente esplicitato Lorenza Bonaccorsi e Gian Paolo Manzella.

Una città con una forte vocazione turistica che però non riesce ad elaborare una strategia turistica vincente, accattivante, in grado di calamitare diversi pubblici e di proporsi come meta da visitare più volte benché sul suo territorio operino importanti realtà nazionali, ed internazionali, che si impegnano nel creare opportunità lavorative all’interno del comparto turistico ma che non riescono ad esprimere al meglio le proprie potenzialità come è stato eloquentemente esplicitato da Giovanna Barni.

Il brogliaccio è tutto da scrivere, i materiali per la rappresentazione da trovare ma la compagnia che si sta creando ha tutte le potenzialità per poter realizzare un’opera all’altezza della Città, un’opera nella quale competenza, passione, professionalità, creatività con siano solo storie ed argomenti da narrare ma diventino protagonisti di una nuova visione di Roma, una Roma creativa appunto!

 

 


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