Roma: croci celtiche per ricordare la strage di tre giovani del Msi

Cassone (Pdl): "Abolire il 25 aprile". Alemanno prende le distanze dal consigliere: "Bisogna lavorare perché sia la festa di tutti gli Italiani"
di Marco Rollero - 8 Gennaio 2011

Roma è tappezzata di manifesti con croci celtiche e persone che salutano con il braccio teso. Sopra alla scritta Acca Larentia due date: 07.01.1978 e 07.01.2011; la Firma: i Camerati. Il manifesto richiama alla memoria una delle pagine nere degli anni di piombo romani. "E’ il trentatreesimo anniversario dell’eccidio di Acca Larentia, quando tre giovani ragazzi appartenenti al Msi, Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, vennero uccisi a distanza di poche ore l’uno dall’altro. Una pagina drammatica della nostra storia, purtroppo ancora non risolta", hanno ricordato Ugo Cassone e Alessandro Cochi, consiglieri Pdl di Roma Capitale. Un omaggio alle vittime è stato fatto anche dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, che ha deposto una corona di fiori nella via del quartiere Tuscolano.

"Siamo qui per ricordare Franco, Francesco e Stefano, perché non siano dimenticati i loro volti e per raccontare le loro storie. Lo facciamo ogni anno e continueremo a farlo perché non tornino mai gli anni in cui l’odio politico trasformava i ragazzi in vittime e assassini", ha detto il ministro. Alla cerimonia ha partecipato anche l’assessore ai Lavori Pubblici e alle Periferie del Comune di Roma, Fabrizio Ghera, in rappresentanza del sindaco Gianni Alemanno. "La violenza politica – ha aggiunto la Meloni – è un nemico subdolo che si nasconde dietro l’angolo e non va mai sottovalutato. I giovani caduti negli anni Settanta e Ottanta oggi sembrano lontani, ma è importante che le nuove generazioni conoscano le storie di tutti quei ragazzi innocenti di ogni colore politico che hanno pagato con la vita il loro impegno sociale e politico".

Un altro momento delle celebrazioni che si sono svolte oggi è stata la presentazione in Campidoglio del libro ‘Acca Larentia, quello che non è stato mai detto’ di Valerio Cutonilli e Luca Valentinotti. Il consigliere del Pdl Cassone ha approfittato dell’occasione per proporre di "abolire la festa del 25 aprile perché non rappresenta tutti gli italiani ma solo una parte di essi che dopo tale data hanno iniziato la persecuzione dei cosidetti ‘vinti’ attraverso le stragi perpetrate dai comunisti che si facevano giustizia da sé nei confronti delle parti a loro avverse". Secondo Cassone "sarebbe più giusto fare del 7 gennaio, giorno dell’inizio delle celebrazioni per l’Unità d’Italia, una festa nazionale – ha detto – che concili tutti gli italiani nel ricordo della bandiera tricolore".

Secca la replica del sindaco: "Condanno le parole del consigliere Ugo Cassone sul 25 aprile – ha detto Alemanno – Al contrario di quanto da lui affermato, non solo non si può abolire la festa del 25 aprile dal calendario, ma bisogna lavorare perché sia la festa di tutti gli Italiani che, con la lotta di liberazione, hanno conquistato la libertà e la democrazia".


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