Roma est sparita: ecco le foto e le carte documentali inedite di Villa Cellere, al Casilino

Grazie ad una ricerca degli studenti del Liceo Scientifico “Francesco d’Assisi” e alla testimonianza oculare e fotografica di Stefania De Rosa, già residente da bimba, ritornano alla luce gli antichi splendori di una villa del primo Novecento, scomparsa, sulla via Casilina (Municipio V)
Nicola Capozza - 20 Marzo 2019
Centocelle, l’evoluzione dell’imprenditoria locale

La villa del conte Giulio Macchi Cellere risale dalla fine dell’Ottocento, ma oggi è sparita in seguito alle demolizioni dei primi anni Sessanta del Novecento per fare posto alle nuove esigenze abitative.

Essa occupava prevalentemente gli spazi odierni del centro commerciale Dem, al numero civico 769 di via Casilina (la storica via Labicana), a 400 metri circa delle catacombe dei SS. Pietro e Marcellino e dal Mausoleo di S. Elena.

Qualcuno dei residenti ricorderà l’esistenza, fino ai primi anni Ottanta del Novecento, di via Villa Cellere, oggi diventata, pressoché nel suo vecchio toponimo, via Alceste Trionfi.

La villa, come abbiamo già raccontato in precedenti articoli di Abitare A Roma divenne famosa per il duello in cui morì, il 6 marzo del 1898, Felice Cavallotti (garibaldino, deputato, letterato) contro il duellante Ferruccio Macola, direttore della Gazzetta di Venezia.


Foto di bimbi (tra cui la futura sig.ra Stefania) presso la fontana all’ingresso della villa (1955)

Foto della Villa Cellere presso l’archivio storico dell’Aeronautica (1926)

Domanda del proprietario Conte Macchi di Cellere al Sindaco per costruire una scuderia per vacche (7 ottobre 1903) (Archivio Storico Capitolino)

La pubblicazione di queste testimonianze e foto storiche che offriamo ai lettori è stata possibile grazie all’iniziativa degli studenti del Liceo Scientifico “Francesco d’Assisi, coordinati dalla professoressa Maria Cristina Ventura, nel quadro del progetto didattico: “Memoria e identità”.

Non solo, perché è stata utile e di forte interesse umano e sociale anche la testimonianza viva di una residente nella Villa, allora bambina, che con la sua famiglia, insieme ad altre otto, lì abitavano, obbligati dalle emergenze abitative nel dopoguerra. L’occasione per raccontare la sua storia e per descrivere, coi ricordi, la fattezza e la vita vissuta nella villa nobiliare è stato un incontro ad hoc con gli studenti e la professoressa, svolto nella classe quarta liceale dell’istituto “Francesco d’Assisi”.


Prospetto tecnico della costruenda stalla per bovini

Nicola Capozza


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  Commenti: 3


  1. OTTIMA INIZIATIVA. ABBIAMO BISOGNO CHE CI SIANO QUESTE TESTIMONIANZE DEL NS. TERRITORIO. PURTROPPO IN MOLTI PENSANO CHE IL NS. TERRITORIO NON HA NIENTE DA RICORDARE. BUON LAVORO.

  2. Walter Di Domenico


    Spett.le Redazione (ripeto anche qui)
    non sarebbe il caso di proporre al Municipio di zona di poter installare quanto meno una targa a ricordo del sito della villa e riportando l’episodio della morte a duello del deputato Cavallotti?
    Si parla tanto di riqualificazione della zona, ma poi basta vedere in che condizioni è l’antica Hosteria di Centocelle, edificio di età romana; in qualsiasi altro Paese del mondo sarebbe tutelato e valorizzato.
    Ma una targa sul luogo di Villa Cellere, non costerebbe nulla.


  3. Cara Redazione,
    come riportato in un numero passato del tabloid ‘Abitare A’, ma forse sfuggito ai più, il Cavallotti fu l’artefice del posizionamento del monumento a Giordano Bruno a Campo de’ Fiori. Se non altro per questo, sarebbe cura dell’Ufficio toponomastico del Comune, perpetrare il suo ricordo con una targa nei pressi dell’attuale via Alceste Trionfi che termina con una piccola piazzetta. Grazie a tutti voi che ci permettete di esprimere i nostri pareri.

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