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Roma, giorno zero: Thomas Di Benedetto e di Luis Enrique si presentano

Il patron: la capitale non è stata costruita in un giorno. Il nostro è un progetto a lungo termine. Il mister: una squadra giovane e all'attacco
di Lorenzo Censi - 15 Luglio 2011

Alle 12.30 di giovedì, in un “Fulvio Bernardini” stracolmo, c’è stata la presentazione del nuovo presidente giallorosso Thomas Di Benedetto e di Luis Enrique.

All’interno di una tensostruttura montata per accogliere gli oltre duecento giornalisti presenti, accanto al tycoon ed al nuovo allenatore, c’erano Camiglieri, l’ad Fenucci e l’avvocato Cappelli (di fatto l’attuale presidente), con Sabatini, Tempestilli e Pradè più defilati.

In attesa del closing fissato per fine Luglio Di Benedetto ha illustrato il progetto con le dovute cautele, visto che sia Unicredit che l’As Roma sono società quotate in borsa. "Il mio obiettivo è che la Roma diventi la migliore squadra possibile. Per questo abbiamo scelto il migliore team di management possibile, comincia tutto da qui. Loro si rivolgeranno a noi per la parte economica e decideranno sui giocatori, perché primario resta il campo. Puntiamo sui giovani.”

Sul suo rapporto con Roma e la Roma: "Mi trasferirò a Roma: questo è fondamentale per capire le varianti e i settori di questa squadra. Io ho dei manager ai quali ho delegato tanto ma apprezzo le attenzioni e la passione dei tifosi che vogliono sapere tutto di me e della squadra. Credo che pochi altri posti abbiano una passione e un’attenzione del genere. Ho sempre amato questa città e so cosa rappresenta questa squadra di calcio per la città. E’ un marchio, una società con respiro mondiale.”

A chi lo stuzzica sulle ultime dichiarazioni di Totti (che aveva detto di non aver visto ancora nessuno della nuova società) Di Benedetto risponde: “Totti è il più grande che abbiamo e che ci sia mai stato nella Roma e in Italia. Totti è un vincente, anche noi vogliamo vincere. Ma Roma non è stata costruita in un giorno. Il nostro è un progetto a lungo termine.”

Di Benedetto accenna anche alla questione stadio ed al marketing: "Ci incontreremo presto con i funzionari del Coni. Abbiamo molta esperienza negli stadi e in come si sviluppano i progetti che riguardano questi aspetti. Stiamo già studiando la situazione ma non ho già proposte per il nuovo stadio. Noi abbiamo diverse persone che hanno esperienza sul marketing, sugli sponsor. Ci rivolgeremo a loro per incrementare questo settore per quanto riguarda la crescita della Roma.”

Nel mezzo della conferenza è arrivata anche l’ufficialità dell’arrivo di Franco Baldini ad ottobre, attraverso un comunicato ufficiale della Federazione Inglese. Sarà lui a capitanare il “migliore team di management possibile” della “migliore Roma possibile”.

La presentazione delle nuove divise Kappa 2011/2012 che ha visto come modelli i cinque campioni d’Italia primavera Pigliacelli, Antei, Verre, Viviani e Caprari ha intervallato la conferenza stampa.

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Infatti, dopo Di Benedetto, è stato il turno di Luis Enrique. “Mi sento depositario della scommessa del club. Quando la Roma ha deciso di prendere me ed i miei collaboratori ha voluto prendere un gruppo di giovani. La Roma vuole altri valori portati da noi giovani."

Sul suo credo offensivo: “E’ importante che i tifosi si divertano, che vedano giocare la squadra, attaccare” Ma l’asturiano avverte: "Io non vengo qui a portare il modello del Barça ma porterò il mio modello di gioco, che gli assomiglia. Il sistema dipende sempre dai giocatori a disposizione. Con lo staff tecnico decideremo quello più giusto.”

Sulla situazione di mercato e su Vucinic: Lascio la decisione su Mirko Vucinic a Sabatini, il mio compito è lavorare sul campo e trasmettere la mentalità vincente ai giocatori. Saremo un mix tra esperienza e giovani. E’ già un mese che lavoriamo con Sabatini, servono rinforzi in alcuni ruoli. Ancora non so se in porta ci sarà Kameni o Stekelenburg ma l’importante sarà dare alternative valide."

Luis Enrique non parla di ambizioni nè fa promesse: "Non conosco ancora benissimo la squadra, che ancora non è completa. Quello che assicuro ai tifosi è che affronteremo ogni partita con l’atteggiamento di vincere, senza speculare o essere difensivi. Piacerà ai tifosi."

E i tifosi ci contano davvero.


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