

Il servizio parte solo se richiesto, collega le periferie con il centro e funziona dalle 5 del mattino fino a mezzanotte
Un esperimento nato in silenzio, tra le strade di Massimina, è diventato in poco tempo un piccolo successo di mobilità. Ora è pronto a conquistare altri quartieri di Roma. Si tratta del servizio a chiamata, una sorta di taxi pubblico low-cost che promette di cambiare la vita di chi abita nelle zone più isolate della Capitale.
L’idea è semplice ma rivoluzionaria: basta una telefonata o una prenotazione online, anche solo mezz’ora prima, e un mini-bus passa a prenderti proprio sotto casa.
Niente fermate lontane, niente corse vuote: il bus parte solo se richiesto, collega le periferie con il centro e funziona dalle 5 del mattino fino a mezzanotte. Tutti possono salirci, anche le persone con disabilità, perché i mezzi sono attrezzati per garantire accessibilità.
A Massimina i numeri hanno sorpreso tutti: in poco più di un anno, 19mila richieste, 72mila viaggi e 35mila passeggeri trasportati. “Siamo passati da 8 a 80 utenti all’ora di punta – ha spiegato l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè – segno che la domanda esiste e che questo è davvero il futuro del trasporto pubblico”.
E il futuro ha già un calendario: entro il 2025 il servizio arriverà a Trigoria, Cecchignola e Borghesiana, mentre nel 2026 toccherà a Santa Palomba, Falcognana, Corcolle, Cerquete e Cinquina.
Ma non finisce qui. Il Campidoglio ha già individuato altre 15 aree pronte ad accogliere il mini-bus a chiamata, da Piana del Sole a La Storta, passando per Settecamini, Casal Monastero e Cesano.
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