Roma, la mappa dello spaccio “liquido”: dai delivery in auto al cleaning dei cellulari

Smantellati hub domestici e centrali mobili. Sequestrati contanti, hashish e cocaina

Non più solo grandi piazze di spaccio a cielo aperto, ma un sistema frammentato, invisibile e tecnologico.

È il ritratto della “Roma criminale” che emerge dall’ultimo bilancio della Polizia di Stato: 13 arresti in pochi giorni, un mosaico di interventi che racconta come il narcotraffico si sia adattato ai ritmi della metropoli, trasformando salotti in magazzini e auto in piattaforme per consegne a domicilio.

Gli “Hub” domestici: la droga nell’armadio della suocera

Il primo fronte d’attacco ha riguardato le basi stabili. Ad Anzio e Nettuno, gli agenti hanno scoperto un deposito di stoccaggio insospettabile: un giovane romano aveva occultato 350 grammi di hashish tra i vestiti nell’armadio della madre della sua fidanzata. Manette per entrambi.

Dinamica simile all’Eur (IX Distretto), dove un 34enne gestiva un giro d’affari capace di generare una liquidità impressionante: nel suo comodino sono stati trovati 24 involucri di cocaina, ma è sopra l’armadio che si nascondeva il vero “tesoro”, quasi 6.000 euro in contanti.

A Primavalle, invece, la Polizia ha fatto irruzione in un vero back-office del crimine: non solo dosi pronte, ma macchine per il sottovuoto e bilancini per una filiera industriale dello spaccio.

Spaccio 2.0: il delivery e il “sabotaggio” da remoto

L’indagine si è poi spostata sulla strada, dove la droga viaggia veloce. Alla Romanina, gli agenti hanno seguito un’auto sospetta che si muoveva con traiettorie spezzate e soste lampo. Il pedinamento ha confermato i sospetti: il veicolo era un “ufficio mobile” per la consegna di crack e cocaina.

Il caso più eclatante si è verificato però nell’area di Castro Pretorio. Un 35enne romano, fermato per un controllo stradale, ha tentato il tutto per tutto: ha fornito false generalità mentre, segretamente, qualcuno formattava il suo smartphone da remoto.

Un tentativo disperato di “cleaning” digitale per cancellare la rete di contatti e le chat della compravendita proprio mentre gli agenti avevano il telefono in mano. Il trucco non è bastato: l’unità cinofila ha scovato il resto della droga a casa dell’uomo, che è finito in cella.

Un controllo capillare: dalla movida all’hinterland

Il resto dell’operazione ha passato al setaccio i quartieri di San Lorenzo, Porta Maggiore e Appio Nuovo, fino a spingersi a Colleferro. Qui la Polizia ha intercettato spacciatori “street level”, sia italiani che stranieri, spesso già noti agli archivi.

Il bilancio complessivo parla di centinaia di grammi di sostanze pesanti (crack e cocaina) rimosse dal mercato, a testimonianza di una pressione costante delle forze dell’ordine su ogni snodo della rete.


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