

Secondo la Procura, i funzionari avrebbero coperto le ditte inadempienti, evitando segnalazioni, approvando fatture e firmando relazioni di controllo mai effettuate
Una busta, un buono pasto, un computer portatile. E, in certi casi, perfino un posto di lavoro per un parente. Bastava poco per comprare il silenzio.
In cambio, nessuno avrebbe controllato gli ascensori delle case popolari di Roma, impianti vecchi, spesso guasti, dove la manutenzione era solo una firma su un foglio.
Da Tor Bella Monaca a Ostia, passando per Colle degli Abeti, la rete di corruzione si allargava come una ragnatela silenziosa. Gli interventi mai eseguiti, le verifiche omesse, i report falsificati.
Tutto per far sembrare che gli impianti funzionassero a dovere, mentre i residenti restavano intrappolati in un sistema di negligenze pagate in contanti.
L’indagine, condotta dalla Procura di Roma e coordinata dal sostituto procuratore Carlo Villani, ha scoperchiato un meccanismo che, nel 2022, avrebbe permesso a funzionari e tecnici di monetizzare la fiducia pubblica.
Oggi cinque dipendenti del Dipartimento comunale Simu – lo Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana – sono accusati di corruzione e hanno chiesto di patteggiare pene tra i tre e i quattro anni di reclusione.
Nel fascicolo compaiono altri dieci indagati, tra cui imprenditori legati agli appalti. Le accuse? Corruzione, frode nelle pubbliche forniture, falso, truffa e ricettazione.
Secondo la Procura, i funzionari avrebbero coperto le ditte inadempienti, evitando segnalazioni, approvando fatture e firmando relazioni di controllo mai effettuate.
Sotto la lente degli inquirenti ci sono F.F., G.P., F.P., A.S. e A.C., tecnico del X Municipio. Per loro, oltre al sospetto di corruzione, anche quello di truffa ai danni del Comune, per aver dichiarato servizi mai prestati.
Il sostituto procuratore Villani aveva chiesto già a marzo misure cautelari – dal carcere ai domiciliari – ma gli interrogatori, disposti dal gip Roberto Ranazzi, sono arrivati solo di recente.
Ora la parola passa al giudice, mentre sullo sfondo resta una domanda: quanti altri ascensori, nei palazzi popolari di Roma, sono fermi da anni per colpa di chi avrebbe dovuto garantirne la sicurezza?
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