

La legge varata da l'ex governo Draghi permette ora di chiudere alcune vertenze, liberando l’azienda e dando al Comune la possibilità di acquisire nuovi progetti
Dopo sei anni di attesa e incertezze, Roma Metropolitane potrebbe finalmente voltare pagina. La società partecipata Capitolina, incaricata di progettare e realizzare le grandi opere della mobilità, è ancora formalmente in liquidazione, bloccata da contenziosi milionari.
Ma ora, secondo quanto annunciato dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, la soluzione è vicina: “Siamo in dirittura d’arrivo con la risoluzione di questo annoso problema”, ha detto in audizione davanti alle commissioni Mobilità e Bilancio.
Se tutto procederà come previsto, Roma Metropolitane potrà riassumere personale e tornare protagonista con la realizzazione di sei nuove linee tranviarie, opere chiave per ridurre traffico e inquinamento.
Il freno degli ultimi anni sono stati due contenziosi: circa 800 milioni di euro per gli extra-costi della metro C e 367 milioni per la cancellazione del prolungamento della metro B fino a Casal Monastero.
La legge varata dal governo Draghi permette ora di chiudere entrambe le vertenze, liberando l’azienda e dando al Comune la possibilità di acquisire progetti strategici per la mobilità.
Oggi Roma Metropolitane conta 104 dipendenti, metà rispetto a sei anni fa. Nonostante tutto, il personale ha portato avanti progetti cruciali come la metro C e i prolungamenti delle linee A e B, spesso percependo stipendi in ritardo. Il rilancio della società, sottolineano i sindacati, non può prescindere da nuove assunzioni, per garantire continuità e sicurezza ai cantieri e ai cittadini.
Con la chiusura della liquidazione, il Comune punta a un piano di rilancio da 6-8 miliardi di euro, con opere strategiche, tra cui le nuove tranvie stimate 1,8 miliardi, e interventi su mobilità sostenibile, ammodernamento delle linee e sviluppo di infrastrutture.
Secondo i consiglieri comunali di Italia Viva Valerio Casini e Francesca Leoncini, Roma Metropolitane rappresenta “un asset fondamentale per lo sviluppo della Capitale”.
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