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Roma, Montella per il dopo Luis Enrique

L'aeroplanino è il principale candidato alla panchina. Pulvirenti: “Resta a Catania”, ma Sabatini cerca di sbloccare la situazione. Totti: “Vincenzo non guarda in faccia nessuno”
di di Lorenzo Censi - 18 Maggio 2012

Il ‘Vincenzo Montella bis’ è alle porte di Trigoria, nonostante l’addio di un anno fa. In un’estate di revoluciòn la “discontinuità” cercata da Baldini e Sabatini non aveva il suo accento, ma la voce roca di Luis Enrique. L’asturiano, complice la sua inesperienza col campionato italiano e una rosa non all’altezza in molti suoi elementi, ha però fallito tutti gli obiettivi, dalla doppia sfida con lo Slovan Bratislava di agosto alla qualificazione in Europa League, che, a meno di ribaltoni giudiziari, lascerà ai tifosi romanisti il giovedì libero anche il prossimo anno. Pochi giorni fa il suo addio, anticipato ai giocatori alla fine dell’allenamento di giovedì 10 maggio e confermato alla stampa nella conferenza pre-Cesena: “Me ne vado perché sono stanco, ho dato il 100% in questa stagione”.

L’attuale allenatore del Catania sembra il principale candidato per la successione di Luis Enrique. Un ottima stagione in Sicilia, macchiata dal finale così così, 7 punti in 10 partite, ha attirato gli occhi di diversi club. I 48 punti rappresentano un record per la società etnea da quando è in Serie A, e Pulvirenti sembra essersene accorto: “Sarà l’allenatore del Catania anche il prossimo anno. Un suo addio? Non lo prendo in considerazione”. Il ds giallorosso Sabatini non ha glissato: “E’ un candidato molto serio, ma non il solo. E poi è sotto contratto con il club etneo”. Lui stesso avrebbe chiamato il presidente siciliano per sbloccare la situazione dell’allenatore, vincolato al Catania per un altro anno. La chiave di volta sembra essere una contropartita tecnica: si parla di uno tra Crescenzi, Florenzi, Stoian e Bertolacci.

Anche Francesco Totti ha commentato le voci su un eventuale ritorno del suo ex compagno di squadra e allenatore: “Vincenzo ha un bel carattere, appena arrivato mi ha messo fuori. Nei quattro mesi in cui ha allenato la Roma ha dimostrato che non guarda in faccia nessuno”. Su Luis Enrique: “Abbiamo sempre detto che se fosse rimasto saremmo stati tutti contenti. Però è stata una sua decisione, rispettabilissima. Ci è piaciuta la sua umanità, il rapporto che ha avuto con tutti noi giocatori”. L’ultima battuta è sulla stagione negativa: “L’annata è andata così, ora penso alle vacanze, e da luglio ricominceremo la nuova avventura, sperando di fare molto meglio. Le parole di De Rossi sulla necessità di fare investimenti importanti? Io sono anni che lo dico…”.

Gli altri nomi per la panchina giallorossa sono in netto calo, per diversi motivi: Villas Boas era stato accostato fortemente alla Roma non più di 2 settimane fa, ma paga la pessima stagione al Chelsea e pretese troppo alte. Inoltre avrebbe bisogno di adeguarsi in un campionato che non conosce, con il rischio di compiere gli stessi errori tattici di Luis Enrique. Dal ritiro di Coverciano Prandelli ha spento sul nascere qualsiasi discorso su un suo eventuale ritorno nella capitale, dopo la breve esperienza del 2004: “Ho un contratto con la Nazionale fino al 2014 e voglio rispettarlo”. L’allenatore del Milan Allegri, nonostante l’annata di vacche magre, è stato confermato da Berlusconi: “Ha un contratto di due anni, non vedo perché debbano esserci tutte queste discussioni".
Montella non sarà l’unico candidato, ma all’orizzonte non se ne vedono altri..


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