Roma, oscurato sito anarco-insurrezionalista: 57enne nei guai per istigazione al terrorismo

I siti gestiti dal 57enne hanno rappresentato una delle principali casse di risonanza delle proteste anarchiche, con testi che esaltavano il ricorso alla violenza diretta

Un sito divenuto megafono del radicalismo anarchico, punto di raccolta e diffusione di comunicati, rivendicazioni e incitamenti alla lotta armata. È quanto emerso dall’operazione condotta nella giornata del 25 giugno dai Carabinieri del ROS (Raggruppamento Operativo Speciale), che ha portato all’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di un 57enne romano.

L’uomo è accusato di istigazione a delinquere aggravata e continuata, con l’aggravante della finalità terroristica e dell’utilizzo di strumenti informatici e telematici per veicolare i suoi messaggi. Su richiesta del Dipartimento Terrorismo e Reati contro la Personalità dello Stato della Procura di Roma, il GIP del Tribunale Capitolino ha firmato il provvedimento restrittivo, accompagnato da un decreto di sequestro preventivo che ha portato all’oscuramento del sito web www.infernourbano.altervista.org e dell’account Facebook riconducibile all’indagato.

Le indagini, avviate già dal 2022, sono partite da un attento monitoraggio del web e degli spazi virtuali riconducibili all’area anarco-insurrezionalista. Secondo gli investigatori, il 57enne era il gestore non solo del sito oscurato, ma anche di un secondo dominio (www.infernourbano.noblogs.org), ritenuto una vera e propria piattaforma di propaganda sovversiva.

I contenuti pubblicati erano inquietanti: rivendicazioni di attentati, anche internazionali, compiuti da cellule anarchiche, tra cui la FAI/FRI (Federazione Anarchica Informale – Fronte Rivoluzionario Internazionale); documenti e manifesti che incitavano alla lotta contro lo Stato e le Forze dell’Ordine; materiali relativi a presìdi e cortei culminati in gravi disordini pubblici.

L’indagato – come emerso dall’attività investigativa – riceveva i comunicati tramite una casella mail dedicata, che usava anche per mantenere contatti con attivisti anarchici italiani ed esteri, con cui scambiava pubblicazioni, strategie e aggiornamenti sulle “campagne di lotta”.

Particolare attenzione è stata posta sul periodo di mobilitazione per Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41-bis, durante il quale – secondo gli inquirenti – i siti gestiti dal 57enne hanno rappresentato una delle principali casse di risonanza delle proteste anarchiche, con testi che esaltavano il ricorso alla violenza diretta.

Ora il sito è stato oscurato e il contenuto congelato ai fini probatori, ma resta alta l’attenzione degli investigatori su una rete che, seppur limitata nei numeri, è in grado di propagare contenuti estremisti, sfruttando la viralità e la velocità del web.


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