Roma ‘Pantalona’ – Per le carte segrete sì, per Emanuela Orlandi no – Riuscirà l’assalto al fortino Isvap?

Fatti e misfatti di maggio 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 23 Maggio 2012

Roma “Pantalona”

"Per il servizio effettuato in occasione della finale di "Coppa Italia" Juventus-Napoli – ha fatto sapere l’amministratore delegato dell’ Azienda dei trasporti pubblici cittadini, Carlo Tosti – dovremo avere un rimborso di circa 120 mila euro".

Pagheranno a metà le società di calcio Juventus e Napoli? No. Pagherà per intero Roma capitale. Pagheranno, cioè, i cittadini quiriti. Pagheranno anche questo.

Per le carte segrete sì, per Emanuela Orlandi no

"I "corvi" che hanno fatto uscire numerosissime carte segrete dai Palazzi apostolici – è la posizione dello Stato Vaticano – sono sì nostri cittadini, ma la pubblicazione è avvenuta in Italia e, dunque, dovrà occuparsene anche la Magistratura italiana".

Posizione formalmente e sostanzialmente legittima. Del tutto contraria, tuttavia, a quella portata avanti per quasi trent’anni sulla inquietante scomparsa di Emanuela Orlandi. Anche lei cittadina vaticana, ma vittima di un reato avvenuto in Italia e sul quale, però, i Palazzi apostolici non solo non hanno chiesto mai, fino a ieri, l’intervento della Magistratura italiana, ma, quando la Magistratura italiana ha preso di tanto in tanto qualche timida iniziativa, hanno pesantemente frapposto mille ostacoli vari. Due episodi, dunque, due diversi comportamenti. Ma intendeva ben altra cosa, Gesù di Nazareth, quando allora predicò "la mano sinistra non sappia quello che fa la destra".

Riuscirà l’assalto al fortino Isvap?

"L’ Isvap (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni private) – secondo le intenzioni del "premier" Mario Monti e del Ministro Corrado Passera – dovrebbe essere finalmente soppresso, con un risparmio di circa 50 milioni di euro l’anno, e le sue funzioni passerebbero alla Banca d’Italia".

Adotta Abitare A

Ma andranno a buon fine le buone intenzioni del "premier" Monti e del Ministro Passera? Il dubbio nasce da una serie di circostanze non da poco. Più di un Governo, in passato, ha tentato l’operazione senza alcun successo. Poi, però, c’è di più. Come il fatto che il presidente dell’Isvap, Giancarlo Giannini (reddito annuo 281 mila euro) ha chiamato all’Istituto – "senza procedure di evidenza pubblica" ha scritto "L’Espresso" – quel Paolo Rubini che diverrà anche il responsabile della "banca dati" dei "Circoli della libertà" e sarà poi nominato – "grazie all’amica Michela Brambilla" ha scritto sempre "L’Espresso" – direttore generale dell’Enit. Come il fatto che, nel 2005, la segretaria di Giancarlo Giannini, Patrizia Di Benedetto (sorella del più noto Paolo, ex consigliere della Consob, amico proprio di Corrado Passera e marito dell’attuale Ministro della Giustizia, Paola Severino) è stato chiamato a ricoprire il ruolo di dirigente – "tramite una selezione interna" – con un concorso la cui commissione era composta da Antonio Costa (professore di economia e figlio del parlamentare del Pdl Rosario Giorgio Costa) e da Fulvio Gismondi (condannato a tre anni in primo grado nel 2011 per corruzione nella vicenda Enasarco, fino a poco tempo fa consulente di Fondiaria-Sai, azienda il cui direttore generale è da qualche mese Piergiorgio Peluso, figlio del Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri). Come il fatto che, sempre dalla "Commissione Costa-Gismondi", sono stati promossi dirigenti anche Fausto Carmelo Parente (da Ceppaloni e della famiglia di Clemente Mastella) ed Elena Bellizzi (amica di famiglia di quel giudice Corrado Carnevale, ex consigliere Isvap, che già aveva nell’Istituto – tutti, comunque, assunti con concorso pubblico – due figlie e un genero. Come il fatto che il presidente Giancarlo Giannini ha recentemente nominato commissario liquidatore di varie assicurazioni quell’avvocato Andrea Gemma che è tra i migliori amici del neosegretario del Pdl, Angelino Alfano. Un fortino, quello dell’Isvap, come si può capire presidiato, dunque, più che bene ed efficacemente. E, perciò, obiettivamente molto difficile da espugnare e da abbattere. Il "premier" Monti e il Ministro Passera – come si è sicuri negli ambienti del Governo – tuttavia ce la faranno. L’opinione pubblica, invece, è sicura che non ce la faranno nemmeno loro. Ma – come si dice – chi vivrà vedrà. Auguri.


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