Roma, parcheggiatori abusivi

Pochi interventi dei Vigili e male strutturati
A.M. - 15 Settembre 2009

Torna in primo piano la questione dei parcheggiatori abusivi.  Da qualche tempo, cittadini e consiglieri lamentano le prepotenze di questi "approssimati lavoratori" e chiedono all’amministrazione comunale di accellerare la delibera contro le attività illegali sulle strade come quelle dei lavavetri e dei parcheggiatori abusivi.  "Il problema – racconta Marco Rollero (Dirigente del Circolo Magliana Senza Padroni – PDL) – è ormai all’ordine del giorno fra i parchi dell’ Eur più noti nella capitale. Il noto locale "Tropical”, presso parco Rosati, in via delle Tre Fontane 24, è vittima di numerosi stazionamenti di 4 o 5 abusivi. E’ diventata davvero un’ odissea poter parcheggiare la propria automobile senza dover essere infastiditi dalle richieste di soldi o “minacciati”. Senza considerare che anche quando la situazione viene richiamata all’ attenzione dei Vigili Urbani, questi intervengono una volta su dieci.  

Un’altra segnalazione di criticità è stata segnalata giorni fa dal responsabile per Roma dell’Italia dei Diritti, Alessandro Calgani: "a Roma il ruolo del parcheggiatore abusivo è diventato un vero e proprio lavoro che non necessita di colloquio per l’assunzione. Ritengo fondamentale debellare questo fenomeno dalla capitale. Ad aggravare la serie di irregolarità – ha dichiarato Calgani-  come evinto dalle recenti cronache, si aggiungono gli illeciti riscontrati negli spazi per le vetture degli ospedali San Filippo Neri, Sant’Eugenio e Bambino Gesù.
E’ doveroso monitorare una lista dei luoghi clou della riscossione abusiva e cadenzarvi sopralluoghi nel medio periodo – aggiunge l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –  per assottigliare di netto il reiterarsi del malaffare, garantire un servizio efficace al cittadino e, ovviamente, evitare un’ulteriore componente di evasione fiscale. Quando apprendo dai giornali di blitz contro abusivi o di operazioni di controllo, organizzate senza che vi siano a monte logiche strategiche e temporali, – conclude Calgani – mi risulta impossibile non declassarle a mere azioni di routine facilmente aggirabili".

 


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