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Roma raddoppia: da 500 mila a un milione di alberi

In cinque anni mezzo milione di nuove piante soprattutto nelle periferie della Capitale

Il Sindaco Veltroni ha annunciato una sorta di “cura del verde” per Roma, soprattutto quella periferica: in cinque anni saranno piantati circa 500 mila alberi.
Il piano prevede tre tipi di intervento. 1) forestazione tradizionale, per trasformare, rinaturalizzare ambienti verdi degradati o marginali: a Tor Bella Monaca, Centocelle, Tor Marancia, Tor de’ Cenci, Acquacetosa Ostiense, Monte Cugno, Marcigliana. 2) creazione di servizi, piste ciclabili, aree giochi, aree cani: a Mistica, Serenissima, Monte Ciocci, Val Melaina, Parco Archeologico Tiburtino, Borghesiana, Torre Maura, Madonnetta, Malafede, San Paolo, Dragoncello, Corviale, Monte Ciocci, Fidene, Talenti, Torraccia. 3) forestazione mista: a Tor Sapienza, Pineto, Volusia, Tevere nord, Inviolatella Borghese, Aniene, Monte Cucco, Casal Brunori, Massima Pisana.
Secondo il direttore del servizio giardini Mastrangelo le nuove piantumazioni in città daranno un contributo alla riduzione degli agenti inquinanti e allo sviluppo della biodiversità e costituiranno una barriera acustica. L’obiettivo – ha sottolineato l’assessore all’Ambiente Esposito – di questa iniziativa, come di altre già in atto nel comune di Roma (risparmio energetico negli edifici, l’aumento della raccolta differenziata, del trasporto pubblico, ma anche il potenziamento delle linee metropolitane) sono tese al raggiungimento ed al superamento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.
Il Campidoglio spenderà 9 milioni di euro per riforestare 50 ettari: 2,1 milioni arriveranno per i primi due anni di lavoro, con i fondi per Roma Capitale.
Saranno piantati soprattutto lecci, aceri, querce, pioppi maschi, perché hanno la maggiore capacità di assorbimento di anidride carbonica. I cinquecentomila alberi dovrebbero consentire di abbattere ventinovemila tonnellate di anidride carbonica.
Con questa iniziativa Roma ha aderito pure al programma Plant for planet: billion tree campaign che le Nazioni Unite lanceranno il 5 giugno per piantare nel mondo almeno un miliardo di alberi. “Sui temi ambientali servono scelte radicali (e la riforestazione di circa 650 ettari del territorio comunale, prevalentemente all’interno del raccordo anulare, lo è), ma anche profondamente innovative, scelte che costituiscono il prototipo di un modello di città ecosostenibile. In cinque anni Roma diventerà più verde” ha commentato il sindaco Walter Veltroni.
A Roma esistono già oltre mezzo milione di alberi (150mila sulle alberate stradali), nati e cresciuti nel corso di un tempo lunghissimo, così verranno raddoppiati in cinque anni.

Fulvio Cerfolli, docente di Ecologia delle acque interne all’Università della Tuscia ha così commentato l’annuncio dell’iniziativa del Comune di Roma, su “Il Messaggero” del 3 giugno: “Roma è probabilmente il comune più grande d’Europa in materia di copertura agricola e forestale. Gli interventi di forestazione in ambiente urbano e suburbano annunciati dal sindaco di Roma sono in linea con le strategie europee e internazionali di forestazione, tese all’abbattimento del surplus di anidride carbonica. Questo tipo di intervento serve ad assorbire anidride carbonica e ad abbattere la produzione dei gas serra. Si tratta di un progetto che si inserisce in un insieme di altri progetti europei, come quello Life, su scala romana. Un programma in sintonia, anche nel cronoprogramma degli interventi previsti, con il trattato internazionale in materia di ambiente che tutti conoscono come Protocollo di Kyoto. L’inserimento di 500 mila nuovi alberi piantati all’interno del Gra nell’arco di cinque anni riqualificheranno l’ambiente, con modalità differenti, concentrate soprattutto nelle zone periferiche, da Tor Bella Monaca a Centocelle. Va sottolineato che proprio gli spazi aperti delle zone periferiche sono territori che si prestano in modo eccellente alla forestazione, cosa che ovviamente non sarebbe possibile realizzare in un ambito “centrale” della città di Roma. Questo aiuta sia l’amministrazione comunale ad avere un approccio in positivo rispetto alle periferie e, nello stesso tempo, ad affrontare in modo pragmatico le problematiche ecologiche in atto. Roma riqualifica il suo ambiente urbano con un grande impegno di pianificazione nei prossimi cinque anni. Sulla scia di questo esempio, sarebbe fortemente auspicabile che questa tipologia di intervento venga amplificata, che sia seguita anche altrove, in modo che anche altre amministrazioni dell’hinterland di Roma possano realizzare una riqualificazione ambientale e contribuire alla riduzione della produzione di anidride carbonica. Ma al tempo stesso è importante che in questa operazione siano coinvolti soprattutto i dipartimenti forestali e di botanica delle università del Lazio che, va sottolineato, rappresentano indiscutibilmente punti di eccellenza per questa tipologia di interventi. Gli Atenei della regione, infatti, sono sempre stati in prima linea su questo fronte.”

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