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Roma scommette sull’arte: nasce la Fondazione Mattatoio, 40 anni di cultura pubblica

Commissioni Ambiene e Commercio danno l'ok a riacquisizione del Centro Carni

A Roma, le ossa del passato non restano mai immobili. Si trasformano, si rigenerano, tornano a vivere. E così, anche l’ex Mattatoio di Testaccio — luogo un tempo dedicato alla carne, oggi crocevia di idee — si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, fatto di cultura, visioni e collaborazione.

Con un voto definitivo dell’Assemblea Capitolina, è ufficialmente nata la Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti, un organismo interamente pubblico che, per i prossimi quarant’anni, guiderà la trasformazione del complesso in un polo culturale a vocazione internazionale.

Non una fondazione come tante, ma un modello nuovo di governance: a gestire l’ex Mattatoio saranno Roma Capitale, l’Università Roma Tre e l’Accademia di Belle Arti, insieme, fianco a fianco, per costruire un centro pulsante di produzione artistica, formazione, ricerca e innovazione culturale.

Una metamorfosi lunga un secolo

Il Mattatoio di Testaccio nasce alla fine dell’800 come moderno impianto zootecnico della Capitale. Oggi, gli spazi industriali diventano contenitori di contemporaneità, ospitando performance, installazioni, mostre e atelier. Ma mancava un cuore organizzativo stabile. Ora c’è: la Fondazione nasce per garantire visione a lungo termine, investimenti mirati e una programmazione coordinata che valorizzi l’identità del luogo.

E non finisce qui. Nella stessa giornata, le Commissioni Ambiente e Commercio hanno approvato anche un altro passaggio strategico: la riacquisizione del Centro Carni in viale Palmiro Togliatti, da tempo fuori dall’orbita pubblica e oggi destinato a nuovi scenari di rigenerazione urbana.

Una città che si riprende i suoi spazi

Non è solo una notizia culturale. È una scelta politica e urbana: restituire ai cittadini luoghi simbolici, non più immobili inutilizzati o lasciati a logiche speculative, ma beni comuni al servizio della creatività, della formazione e dell’incontro.

Con la Fondazione Mattatoio, Roma si riallaccia ai modelli delle grandi capitali europee, come Berlino e Barcellona, dove gli ex spazi industriali diventano cattedrali dell’arte contemporanea. Ma qui c’è di più: un’identità profonda, un dialogo costante con la storia, una città che non dimentica il passato mentre costruisce il futuro.


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