Rumene minorenni costrette a prostituirsi e a subire violenze

15 enne fatta abortire e rispedita sul marciapiede il giorno dopo. Belviso: "atto ignobile e orribile"
Enzo Luciani - 25 Luglio 2011

Dopo mesi di indagini gli agenti del Gruppo Sicurezza Sociale e Urbana, hanno messo fine ad un giro di prostituzione e violenze. Sono stati arrestati due pericolosi pregiudicati romeni, di venticinque e ventisette anni con l’accusa di riduzione in schiavitù, sfruttamento di minorenni e induzione alla prostituzione su strada. Le vittime dei soprusi erano ragazze, anch’esse romene, poco più che bambine. Venivano rese maggiorenni con falsi documenti per poi essere trascinate a battere sulla via Aurelia. Le condizioni delle piccole schiave erano terribili: dietro minacce di ogni tipo, fisiche e psicologiche, gli aguzzini le obbligavano al meretricio. Per ognuna di loro era già tutto deciso: quanti rapporti, di quale tipo e le relative tariffe. Erano costrette a vendersi senza tregua fino al raggiungimento della somma stabilita dai loro aguzzini.

Le ragazze hanno trovato presso gli uffici del G.S.S.U. anche il conforto di un valido supporto psicologico: le agenti della Polizia di Roma Capitale che si sono “messe in ascolto” e hanno instaurato con loro un rapporto umano. Una quindicenne ha trovato la forza di raccontare che, dopo essere rimasta incinta, è stata costretta ad abortire e a tornare l’indomani stesso sul marciapiede. L’indagine ha fatto emergere un giro di affari che fruttava una cifra stimabile nell’ordine del milione di euro all’anno. Parte di questi proventi era investita in Romania per l’acquisto di immobili, il resto del denaro serviva a sovvenzionare altre attività criminali a Roma gestite da soggetti dell’Est Europeo.

«E’ ignobile e orribile. Non credo ci siano altre parole, adatte a commentare quanto hanno dovuto subire alcune giovanissime ragazze rumene ridotte in schiavitù, sfruttate ed abusate da alcuni connazionali senza scrupoli che, per biechi fini, hanno violato la loro innocenza fisica e psicologica». Così in una nota il vicesindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso. «Dalle indagini effettuate dagli agenti del Gruppo Sicurezza Sociale Urbana, ai quali vanno i miei ringraziamenti e quelli di Roma Capitale per l’operazione condotta – continua Belviso – emerge un quadro raccapricciante fatto di abusi e vessazioni come nel caso della quindicenne che, sotto le continue angherie degli sfruttatori, è stata costretta ad abortire e a tornare poco dopo in strada.

L’operazione del G.S.S.U. ha permesso inoltre di smantellare una rete criminale dedita, da quanto si apprende, allo sfruttamento delle prostituzione e alla criminalità, in Italia e all’estero». «Dalle statistiche elaborate dal programma Roxanne, un progetto da tempo attivo nella nostra città, emerge che negli ultimi anni, il fenomeno della tratta colpisce soprattutto le ragazze dell’Est Europa che cadono nelle maglie della criminalità attratte, il più delle volte, dall’opportunità di trovare una condizione di vita migliore nel nostro paese». «Roma Capitale – conclude Belviso – ha accolto le giovani rumene presso alcune strutture protette dove verrà offerto loro tutto il necessario al fine di superare, per quanto possibile, il trauma di cui sono state vittime. Auspico, infine, che venga comminata una pena severa ed adeguata a chi si è macchiato di questo grave crimine». 


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