S.O.S. Piazzale Loriedo a Colli Aniene

Assemblea Pubblica convocata dal Comitato di Quartiere Cittadini di Colli Aniene Bene Comune
Federico Carabetta - 25 Ottobre 2019

Meroledì 30 ottobre 2019, alle ore 18, presso l’Istituto Sacro Cuore di viale Bardanzellu 83, si svolgerà un’Assemblea Pubblica. A convocarla è stato il Comitato di Quartiere Cittadini di Colli Aniene Bene Comune.

L’argomento sarà “S.O.S. Piazzale Loriedo Colli Aniene”. Lo scopo è sempre di cercare, per quanto possibile, di riavere parte di quel bene che tanto è costato in soldoni ed impegno (ci sono voluti più di dieci anni per vederlo realizzato) da parte dei cittadini.

Il Cdq con questa Assemblea intende sollecitare “interventi di rigenerazione, riqualificazione e manutenzione dell’area verde, degli spazi pubblici e del manufatto ex Dolce e Salato”. L’intento è pure di proporre alle istituzioni di “finalizzare la ristrutturazione(del manufatto ndr) per la nascita di un polo attrezzato, con annessa caffetteria, in grado di ospitare uno spazio polifunzionale destinato a cinema, teatro, mostre, corsi, attività ludiche e ricreative, laboratori, ecc. al fine di creare un’identità del quartiere che possa contribuire alla sua valorizzazione ed al contenimento del degrado e l’isolamento dal resto della città”.

“Insomma la solita aria fritta – insorge più di una voce discorde – condita con i soliti improbabili spazi polifunzionali, cinema, teatro, mostre e tante altre cose che hanno un costo certo e difetta però della certezza di una fonte sicura e limpida di denaro in una città che stenta a mantenere i giardini storici e monumentali.

Il giardino di piazzale Loriedo con la grande fontana che ne è il gioiello, per anni indiscutibilmente ben curati e ben custoditi, hanno avuto un costo. Ad accollarsi questo costo – fino ad un certo punto – è stato il gestore dell’immobile con le sue attività. Estromesso il gestore e cessata l’attività, è cessato il relativo “interesse” con l’esborso di danaro e, il Comune di Roma, non ha mostrato a sua volta interessamento abbandonando l’impegno. Ora c’è da chiedersi – incalza la voce – ci sarà chi se la sente di prendere in gestione parte di quell’immobile e, con gli introiti di una caffetteria, assicurarne in cambio la manutenzione e custodia di quel giardino?

Può sembrare realistico che il “finalizzare la ristrutturazione per la nascita di un polo attrezzato, con annessa caffetteria, in grado di ospitare uno spazio polifunzionale destinato a cinema, teatro, mostre, corsi, attività ludiche e ricreative, laboratori, ecc.” con il personale preposto, possa venir richiesto alle istituzioni? E, al pari, ci possono essere associazioni territoriali senza scopo di lucro disposte e capaci di sostenere economicamente tutto il complesso e nelle condizioni originarie?”

L’amara riflessione di chi scrive è che purtroppo, anche e forse soprattutto a causa dell’incapacità e neghittosità di chi scalda le poltrone in Campidoglio per cui un bene sotto sequestro è un bene abbandonato, quello che veniva egregiamente gestito “contra legem”, appare molto difficilmente gestibile ora che è stata ripristinato l’ossequio alle leggi.

 

Federico Carabetta


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