Salvaroma, Torquati (PD): “Stucchevole teatrino da chi non è degno della Capitale”

Redazione - 24 Aprile 2019

“Come già successo per Mafia Capitale, in questi giorni è stato coniato un altro temine per denigrare la nostra città: il cosiddetto decreto “SalvaRoma”. Termine questo che viene utilizzato sia dalla Sindaca Raggi, per far sembrare che tutela gli interessi della nostra Città dopo averla messa definitivamente in ginocchio, e sia dal Ministro della Lega Salvini, per minacciare l’alleato 5 Stelle di Governo sulle richieste relative alle vicende del Sottosegretario Siri.
Un teatrino stucchevole da parte di chi non é degno di rappresentare la Capitale e il suo ruolo nel Paese. Stucchevole e preoccupante è il sentimento anti-romano ravvivato in queste ore, ma che da oltre dieci anni concima il dibattito parlamentare”.  Così in una nota Daniele Torquati Capogruppo in Municipio XV e membro della Segreteria romana del PD.

“Nessun partito – prosegue Torquati – escluso, neanche il PD a cui chiedo semmai di riflettere meglio su dichiarazioni rese e a prendere in mano la Riforma che da anni attendiamo, ovvero quella di Roma Capitale. Non è reale la dichiarazione di Martina, secondo cui il “Governo riversa su cittadini il debito Roma”, e nemmeno quella del Sindaco di Firenze Nardella che parlando del decreto “Salva Roma” si dice addirittura d’accordo con Salvini. Il debito è lo stesso debito che avrebbe qualsiasi Capitale europea senza avere una riforma per la propria Capitale che ne riconosca ruolo e funzioni aggiuntive. Riforma che da giovani amministratori e dirigenti del Pd aspettiamo da tempo. Da anni. Dal Pd.

All’amico Nardella che sta facendo un ottimo lavoro a Firenze vorrei dire che non è una questione di figli e figliastri. È che per esempio tutta Firenze si estende per 84,31 km quadrati in meno del Municipio XV e ha 74.651 abitanti in più del solo Municipio VII.

“Chi ha letto il decreto sa che si sta giocando sulla pelle della Capitale, accusata da sempre di tutto. Il debito di Roma è in regime commissariale dal 2008 con il famoso “patto della pajata” tra l’allora Sindaco Alemanno e gli alleati in Regione e al Governo, ovvero Polverini, Berlusconi e Bossi. Il debito di Roma, da sempre, lo pagano i romani attraverso una addizionale Irpef più alta e l’economia romana: chi passa a Roma dagli Aeroporti romani paga una extra-tassa. Roma paga per l’Italia, non è l’Italia che paga Roma.

“Alla Sindaca poi – conclude Daniele Torquati  – vorrei dire che il decreto Salva Roma non salva la Capitale, ma scambia solo il debito, anzi elimina tra l’altro quei “micragnosi” 300 milioni di euro che lo Stato passa a Roma per quella buffonata di patto della pajata. Purtroppo si sta consumando l’ennesima umiliazione di Roma: tra chi ha definito per scopi elettorali un’intera Città come mafiosa e adesso paga amaro quel giudizio idiota, tra chi l’ha sempre attaccata dal Nord quasi fosse un corpo estraneo e anche tra chi ne parla senza conoscerla. Tutto questo, purtroppo, nel silenzio assordante di chi la dovrebbe difendere. Nel silenzio dei romani, increduli di tanto fango. Chiedo con umiltà al mio Partito di rilanciare la sfida della Capitale e a lavorare per una vera e propria Riforma di Roma Capitale, sapendo di poter contare su giovani amministratori e giovani dirigenti troppo spesso sacrificati da interessi nazionali e da gravi errori di valutazione sul loro operato. Roma è la Capitale d’Italia: la merita chi la difende nel ruolo, nelle funzioni e anche nei finanziamenti”.


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