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Salvate quelle palme!

Un appello a Comune e Muncipio per salvaguardare i molti bei esemplari ancora presenti nei quartieri
di Alessandro Moriconi - 3 Novembre 2009

Comune e Municipi sembrano insensibili a salvaguardare la vita di tante bellissime palme sparse nei quartieri del VII municipio. Tante sono morte nel giro di pochissimo tempo e non sono pochi i giardini privati dove la maestosità della pianta è ridotta si è ridotta ad un imponente e spoglio tronco.

Il principale colpevole di questo disastro ambientale è il Rhynchophorus Ferrugineus meglio conosciuto come " Punteruolo Rosso ", un maledetto coleottero curculionide originario dell’Asia e arrivato in Europa (Spagna) fin dal 1994. E’ molto prolifico, in grado di deporre fino a 300 uova. E’ stato calcolato che con un ciclo di vita di circa 170 giorni è in grado in solo 4 generazioni e in assenza di trattamenti limitanti di arrivare all’allucinante numero di oltre 50 milioni. Come dire che, se si continuerà nel non fare nulla, per le palme il destino è segnato.

C’è al riguardo una normativa regionale che i comuni dovrebbero far rispettare, e invece nulla.
I privati dovrebbero segnalare al comune la presenza nei loro giardini di palme attaccate dal micidiale coleottero e provvedere all’abbattimento entro le 24h alla bruciatura, che dovrebbe essere un compito affidato all’Ama che ovviamente nel corso di questi anni non ha fatto nulla o quasi. Nel nostro municipio, come in tanti altri, è certo che non hanno installato neppure delle semplici trappole attrattive indispensabili per il monitoraggio della presenza del punteruolo rosso.

E’ ovvio che abbattere e bruciare le palme attaccate costa denaro. Ma riuscite ad immaginare una villa o un parco senza una palma? inoltre le palme hanno un valore economico notevole, basti pensare che il costo sale con l’altezza della pianta e può arrivare a migliaia di euro.

Purtroppo le palme ormai uccise dal "Punteruolo Rosso" su aree private del municipio di Roma 7 si contano ormai a decine. Tre di queste però sono storiche e si trovano da oltre 50 anni sul marciapiedi di via dei Faggi, dinanzi al civico 145. Crediamo che il municipio attraverso il suo servizio giardini (che risponde direttamente al dipartimento comunale competente) abbia l’obbligo di tentare di salvarle quelle sane e di monitorare (per l’abbattimento e la bruciatura) quelle ormai colpite a morte.


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