Salviamo Roma: la protesta dei Presidenti di Municipio di centrosinistra in Campidoglio

Salgono sul tetto del Campidoglio per chiedere lo sblocco delle risorse per i Municipi. Alemanno: “Pretestuosi”
di Federico Ridolfi - 27 Settembre 2011

Si è arricchita di un nuovo capitolo la protesta che gli undici minisindaci di centrosinistra stanno portando avanti da oltre due anni e mezzo contro continui i tagli ai bilanci dei Municipi decisi dal Comune di Roma.
Alle ore 11.45 di lunedì 26 settembre, i presidenti Orlando Corsetti (I Municipio), Dario Marcucci (III), Ivano Caradonna (V), Giammarco Palmieri (VI), Roberto Mastrantonio (VII), Susi Fantino (IX), Sandro Medici (X), Andrea Catarci (XI), Gianni Paris (XV), Fabio Bellini (XVI) ed Antonella De Giusti (XVII) hanno occupato il tetto del Campidoglio e srotolato uno striscione rosso con la scritta gialla “Salviamo Roma” per chiedere al sindaco Alemanno lo sblocco delle risorse destinate ai Municipi.

La mancata erogazione del denaro, secondo i minisindaci, impedisce ai Municipi di garantire ai cittadini servizi sociali essenziali quali mense scolastiche, asili nido, assistenza agli anziani e ai disabili, rischiando, di fatto, di colpire le categorie più bisognose.
“Alemanno ci ha pugnalati alle spalle”, spiega Gianni Paris, presidente del XV Municipio. “Basti pensare che i soldi stanziati Ferragosto non sono ancora disponibili: due milioni e mezzo indispensabili per continuare ad assicurare il sostegno scolastico ai bambini disabili del nostro territorio”.
Gli fa eco il presidente del X Municipio Sandro Medici: “ci servono subito 380 mila euro altrimenti, entro la metà di ottobre, saremo costretti a sospendere il servizio di assistenza ai 280 bambini disabili nelle scuole del nostro territorio. Lo stesso vale per le mense negli asili nido: il Comune non ha pagato la rata alle società che le riforniscono di alimenti. Se non arrivano fondi, tra meno di un mese non sarà possibile garantire i pasti ai bambini”.

I minisindaci denunciano l’impossibilità di amministrare, senza i soldi attesi, enti locali progressivamente indeboliti poiché privati, negli ultimi anni, di alcune competenze e funzioni.
“I Municipi di Roma,” recita il comunicato stampa congiunto diramato dai minisindaci, “sono oggi ridotti alla completa paralisi. Privi di risorse economiche e di personale cercano di fronteggiare il malessere dei romani assicurando il governo dei territori in condizioni ormai disperate. Non si aprono scuole e asili nido ormai pronti e disponibili ad accogliere i nostri bambini. Non ci consentono di spendere le poche risorse a disposizione dei nostri bilanci. Non pagano le ditte e le aziende che assicurano servizi essenziali per i soggetti più deboli della città con rischio d’interruzione delle prestazioni. Non ci vengono affidate le competenze per gestire velocemente e con efficienza le aree verdi, la pulizia delle strade, la nuova illuminazione ed in generale la manutenzione della città. Non viene finanziata la vita culturale nei nostri quartieri”.

Nel pomeriggio del 26 settembre è arrivata la replica del sindaco Alemanno che accusa i Presidenti di Municipio di aver rifiutato un incontro e bolla come “pretestuosa” la loro protesta. “Il rifiuto di un incontro da parte dei presidenti di Municipio di centrosinistra dimostra quanto pretestuosa e puramente propagandistica sia stata la protesta di oggi. Anche noi sindaci e i presidenti di Regioni e Province stiamo protestando contro il Governo per i tagli operati nell’ultima manovra. Ma questo non ci ha impedito di creare una commissione paritetica con il Governo e non ha impedito anche all’Anci di incontrare lo stesso Governo in numerosi tavoli. Anche noi abbiamo molte cose da dire ad alcuni Presidenti di Municipio rispetto a una conduzione amministrativa tutt’altro che virtuosa e siamo convinti che nell’ambito delle riforme di Roma Capitale sia necessario un cambiamento di rapporti tra l’Amministrazione e i Municipi per garantire un maggior confronto e assunzione di responsabilità. La situazione delle finanze di tutti gli Enti locali è drammatica, ma atteggiamenti come quelli di oggi non aiutano a risolvere i problemi e, semmai, aggravano la situazione, impedendo qualsiasi confronto costruttivo che dia risposte concrete ai cittadini”.

La controreplica dei presidenti di Municipio è stata affidata a Sandro Medici: “Alemanno, che è sempre stato complice delle politiche di Tremonti, Berlusconi e della Lega, con cui ha anche fatto il patto della pajata, adesso si lamenta. È una cosa ingannevole e incresciosa per una città che non lo merita”.

Foto di Antonella De Giusti


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