Sant’Ivo alla Sapienza: un archivio di tesori, un tesoro tra gli archivi

Omnia Urbes, il Centro Culturale Lepetit e l’Incontro ancora una volta alla scoperta di tesori di Roma.
Olga Di Cagno - 5 Gennaio 2019
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Si è svolta il 2 gennaio l’ormai consueta uscita di conoscenza e di scoperta delle meraviglie di Roma al termine del ciclo di quattro incontri tenutisi a dicembre e che avevano come luogo di riferimento il Rione Sant’Eustachio.

Quattro incontri presso la sede del Centro Culturale Lepetit ed un’uscita sul territorio: queste le modalità del progetto “Augustae regiones…moderni rioni” che Omnia Urbes, il Centro Lepetit e l’Associazione L’Incontro stanno portano avanti con soddisfazione e successo.

Il 2 gennaio è stata la volta della scoperta di uno tra i luoghi più affascinanti e meno conosciuti del Rione Sant’Eustachio: l’Archivio di Stato di Roma presso Sant’Ivo alla Sapienza.

In questa particolare esperienza i nostri intrepidi scopritori ed amanti di Roma hanno avuto l’onore, il piacere e la fortuna di poter esser seguiti direttamente dai funzionari dell’Archivio di Stato: la dott.ssa Giovanna Mentonelli ed il dott. Angelo Restaino oltre a dimostrare la loro competenza e conoscenza della scienza archivistica si sono dimostrati degli ospiti affabili, disponibili ed accoglienti.

Sant’Ivo alla Sapienza, la prima ed originaria sede dell’Università di Roma, la sede dell’Archivio di Stato, la chiesa che forse meglio di altre più turisticamente famose rappresenta l’essenza della rivoluzione barocca, ideata, progettata e realizzata grazie al genio di Francesco Borromini.

Il maestoso e massiccio portone d’ingresso permette di poter accedere al cortile ed entrare nel fastoso e controverso mondo dell’arte e dell’architettura barocca romana: le serie di archi, i due piani sovrapposti, l’immagine della cupola che alta e imponente si staglia immediatamente a ridosso della facciata; tutto concorre ad essere trasportati, quasi rapiti (come avrebbe voluto il visionario architetto) oltre lo spazio, verso un altro spazio.

Però (c’è sempre un però) salire la scalinata di sinistra, affacciarsi alla balaustra del primo ordine e poter vedere il cortile con le sue prospettive ardite, quella è un’altra visione, quella è la possibilità di godere del genio.

La visita però (c’è sempre un altro però), quella pensata per permettere a chi partecipa agli incontri di poter entrare nelle aeree meno note, ma non per questo meno affascinanti di Roma, doveva ancora iniziare.

Accolti dal funzionario in servizio, al quale ancora una volta va il nostro sentito ringraziamento, i visitatori sono stati trasportati nuovamente in un’altra dimensione, quella degli archivi, della conservazione, tutela e valorizzazione di antichi documenti che trasmettono e ci permettono di conoscere la storia antica di una città che è La Città.

Entrare nelle sale studio, essere presi dai pavimenti, dalle decorazioni alle pareti, dai cassettoni dei soffitti è stata poca cosa rispetto all’emozione di poter ammirare le piante catastali che tracciano in maniera lineare, semplice e comprensibile l’immagine di una città ormai lontana nel tempo ma non nello spazio, ed infine poter accedere alla Sala Alessandrina e toccare con mano la maestosità delle cultura, sperimentare sulla propria pelle l’idea di biblioteca che Francesco Borromini realizzò secoli fa. Ancora oggi le scaffalature che custodiscono i testi sono quelle originali disegnate dal visionario architetto tanto che, quando negli anni trenta del secolo scorso furono eseguiti degli importanti lavori di restauro del complesso, staccando dalle pareti gli armadi lignei furono scoperti sulle pareti gli schizzi originari del maestro che aveva disegnato, fin nei minimi particolari, le armadiature che ancora oggi si possono ammirare.

Si è trattato insomma di un’interessante, emozionate ed istruttiva uscita per poter ammirare le meraviglie dell’Archivio di Stato di Rom presso Sant’Ivo alla Sapienza, assolutamente una novità per i fortunati partecipanti all’incontro.

Da lunedì 14 gennaio, sempre presso la sede del Centro Culturale Lepetit, in via Lepetit 86, a Tor Tre Teste si inizierà un nuovo ciclo di quattro incontri e questa volta sarà il Rione Pigna ad essere il protagonista.

Per qualsiasi informazione basta rivolgersi alla segreteria del Centro Culturale nei giorni di Lunedì, mercoledì e venerdì pomeriggio, telefonale al numero 06 22.83.794,oppure inviare una mail all’indirizzo: culturalepetit@gmail.com


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