Sceneggiata napoletana 1 e 2 – I “supercaccia” dell’ammiraglio – Gli “op là” del “Financial Times” – Rigori

Fatti e misfatti di gennaio 2013 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 22 Gennaio 2013

Sceneggiata napoletana 1 

"Dopo l’esclusione di Nicola Cosentino dalle liste del Pdl in Campania – questa la versione de "Il Giornale" – ci si è accorti che quelle liste erano misteriosamente sparite. Si sono cercate a lungo, ovunque, poi si è saputo che le aveva il commissario regionale Francesco Nitto Palma il quale, nessun allarme per carità, le stava depositando in tempo utile in Corte d’appello. Ma, allora, perché i candidati sono stati riconvocati tutti a Napoli d’urgenza per firmare di nuovo la lista dal notaio? Per prudenza, tante volte… Ma poi tutto a posto".

Davvero degno della più classica sceneggiata napoletana. Che, un giorno, potrebbe essere recitata così: "Mò purtamme ‘e lliste in Tribbunale". "Maronna, ma addò stanno?" "Mesterio: nun ce songhe cchiù". "Nun me pozzo fa’ capace". "Cose ‘e pazzi". "Cose ‘e pazzi? Simme futtuti". "Ma non le tenisse arretro Nitto Palma?" "Ma sì, le tene isso". "E cchi te ‘o dice?" "Sì, isso le tene". "Nun m’arrisulta". "Sì, isso le tene". "Isso no". "Isso sì: è juto dinto ‘o Tribbunale ampresso ampresso e ha presentato ‘e lliste". "Va buo’. Ma pecchè sogno stati convoca’ tutti a Napule ‘e novo?" "Ppe prudenza, guaglio’, si unu avisse voluto fa’ ‘na cazzimma". A questo punto sipario. E applausi.

Sceneggiata napoletana 2

"Dopo l’esclusione di Nicola Cosentino dalle liste del Pdl in Campania – questa la versione del "Corriere della sera" – ci si è accorti che l’escluso si era portato via l’intera documentazione da presentare entro le 20 in Corte d’appello e, così, sono dovuti partire di corsa, per raggiungerlo a Caserta e farsi restituire il "maltolto", Francesco Nitto Palma e Denis Verdini. Una volta convinto il Nicola, liste al sicuro alle 19,37 in Corte d’appello a Napoli".

Altra trama, dunque, per una seconda sceneggiata napoletana. Che a sua volta, un giorno, potrebbe essere recitata così: "Nico’, sogno Nitto Palma, porca miseria, s’impazzuto? Statte a senti’ bbene: stamo venenno a Caserta da te". "Colpa di Berlusconi, ma mò io faccio ‘nu macello. Io mò v’arruvino". "No, Nico’, te mò fai ‘o bravo, te calmi. Tra un’ora simme lì e ce dai ‘e lliste". "Me vulete bbedere in galera, eh? Facite schifìo, facite" "Aspetta, Nico’, te passo Denis". "So’ Verdini, bischero. Non mi garba ‘sto tu’ troiaio, non mi garba punto". "Eccoci qua, Nico’. Dacce ‘e lliste, fa’ ‘o bravo!". "Ecco ‘e lliste, malommini vuie e isso. Ma nun firnisce qui". "Mò, però, sali int’a "Mercedes" e veni cu nuje a Napule dinto ‘o Tribbunale". "Vengo, ma nun firnisce qui". "Mò fammo che firnisce dinto ‘o Tribbunale, poi vedimme". "Firnito, Nico’: ‘e lliste song ‘o sicuro dinto ‘o Tribbunale. Statte buono, Nicò". A questo punto ancora sipario. E ancora applausi.

I "supercaccia" dell’ammiraglio

"I nuovi supercaccia "F 35" della Lockeed – si sono preoccupati all’ "Operational test and evaluation office" del Pentagono – non sono affatto sicuri perché, se un fulmine colpisse i loro serbatoi, potrebbe farli esplodere in volo".

Ma si tratta di quegli stessi "F 35" per novanta dei quali l’Italia si è impegnata a sua volta all’acquisto e per i quali ha già versato due miliardi (su dodici) come acconto? Proprio di quelli. Ma di quelli, al momento del suo insediamento al Ministero della Difesa, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, ha dato questo testuale giudizio: "Sono strumenti con capacità fantastiche e, perciò, ritengo che si debba investire sulle loro qualità". Cosa dire? Che, forse, un ammiraglio farebbe meglio a giudicare, anziché aerei da caccia, sottomarini e incrociatori navali. O ad affidarsi a tecnici veramenete tecnici e capaci davvero capaci.

Gli "op là" del "Financial Times"

"Dopo avere stroncato Mario Monti – trascorse appena ventiquattr’ore – l’autorevole quotidiano inglese "Financial Times" ha stroncato Silvio Berlusconi "perché responsabile di avere portato il Paese sull’orlo del precipizio economico" e ha riabilitato il "professore bocconiano" in quanto "gode della fiducia degli investitori e degli alleati europei"".

Coerenza e serietà anglosassone. Per cui nessuna meraviglia se, dopo appena altre ventiquattr’ore, l’autorevole quotidiano "Financial Times" se ne uscisse con la stroncatura, magari, di Casini e di Fini riabilitando – op là – il "cavaliere arcoriano" Silvio Berlusconi.

Rigori

"Bruno Tabacci e Massimo Donadi – mercato delle ultime ore – hanno ingaggiato in extremis, per il loro "Centro democratico", l’ex campione del "Milan" Gianni Rivera".

Ove qualche elettore dovesse premiare il "Centro democratico" per il suo asserito rigore, Bruno Tabacci e Massimo Donadi lo farebbero tirare a Gianni Rivera.


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