Schizzinosi e no – Santa Rosalia, pensaci tu – Condanne e assoluzioni

Fatti e misfatti di ottobre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 26 Ottobre 2012

Schizzinosi e no

"I giovani di oggi – la frase del Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che continua a suscitare polemiche un po’ ovunque – sono "choosey", cioè schizzinosi". "Volevo dire – ha poi cercato di "recuperare" il Ministro – che non si accontentano, vogliono sempre e subito il meglio, non accettano di andare avanti per gradi".

Il che, spesso, è vero. Ma, spesso, è anche vero che certi giovani "particolari", a parità di preparazione e di competenze, trovano sempre e subito il meglio e non hanno bisogno di andare avanti per gradi. Come, ad esempio, proprio la figlia del Ministro Elsa Fornero, Silvia, la quale non solo ha ottenuto una cattedra all’Università di Torino dove i due genitori sono professori ordinari, ma lavora anche in una Fondazione finanziata da "Intesa" dove mammà, per un certo tempo, è stata nel Consiglio di sorveglianza. E la quale Silvia, dunque, non ha avuto la minima possibilità di essere "choosey", cioè schizzinosa, neppure un giorno della sua vita.

Laboratorio Analisi Lepetit

Santa Rosalia, pensaci tu

"Tra i 1.629 candidati nelle 19 liste che chiederanno, domenica 28, il voto agli elettori siciliani – ha fatto i conti qualcuno – ben 32 hanno avuto o hanno tuttora in corso problemi con la giustizia in quanto indagati o già condannati in primo grado".

Con tanti saluti, dunque, ai partiti i quali avevano garantito l’esclusione dalle liste di quanti non avessero una limpidissima e pulitissima fedina penale. Ma il più bello è – si fa per dire – che, di questi 32 candidati con problemi giudiziari, ben 4 sono in lista proprio in quel movimento che si è presentato come il "Partito degli onesti". E che, di questi 4, uno è quel consigliere regionale uscente Giuseppe Arena il quale, in prima istanza, è stato recentemente condannato a due anni e nove mesi per il reato di falso in bilancio. Se santa Rosalia, dopo il miracolo contro la peste bubbonica del 1624, facesse il miracolo anche contro questa peste politica del 2012…

Condanne  e assoluzioni

"Per Paolo Gabriele, il maggiordomo di Bendetto XVI condannato a diciotto mesi di reclusione per il furto di importanti documenti vaticani – è giunta notizia d’Oltretevere – da ieri il carcere per scontare la pena e l’avvio dell’ iter per il suo licenziamento, anche se tutti continuano ad essere sicuri di una più o meno vicina grazia papale".

Lascia però perplessi il fatto che i mandanti i quali hanno "armato" la mano di Paolo Gabriele abbiano invece ricevuto la grazia papale "illico et immediate". Subito, cioè, e, soprattutto, senza passare anche loro attraverso un’indagine seria, un processo, una sentenza, neppure un giorno di carcere e un procedimento di licenziamento. Anche se non c’è molto da stupirsi in quanto è ormai noto che le vie della Chiesa, come quelle del Signore, sono infinite. Infinite, però, per altri motivi e per altri obiettivi.


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