Scomparsa Rita Levi di Montalcini

La Comunità Ebraica di Roma ha avviato l'iter per intitolarle l'Ospedale Israelitico di Roma
A.M. - 2 Gennaio 2013

"Ho un’intelligenza mediocre. Il mio solo merito è l’impegno". Questa frase accompagnerà sempre il ricordo di una delle più grandi menti dell’ultimo secolo: Rita Levi di Montalcini, scomparsa il 30 dicembre scorso a 103 anni. 

La Montalcini, nata in una famiglia ebrea sefardita, si iscrisse all’Università contro il volere del padre ma fu costretta a lasciare l’Ateneo con le leggi razziali. In America continuò i suoi studi che la condussero alla scoperta e all’identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa (NGF).  Una vita condotta in maniera appassionata e combattiva che l’ha premiata nel 1986 con il premio Nobel per la Medicina e poi con la nomina di senatrice a vita.

La Comunità Ebraica di Roma ha avviato l’iter per intitolare l’Ospedale Israelitico di Roma a Rita Levi di Montalcini. «Dopo aver sentito il parere dei familiari del Premio Nobel per la Medicina e aver avuto l’approvazione del Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni e del Presidente dell’Ospedale Israelitico Bruno Piperno – spiega il presidente della Cer, Riccardo Pacifici – parte l’iter che in pochi mesi porterà a intitolarle una delle migliori strutture della sanità del Lazio».

Dopo le cerimonie che si sono svolte a Roma, la salma di Rita Levi Montalcini è arrivata ieri 1 gennaio al Cimitero Monumentale di Torino. La cerimonia pubblica si terrà oggi alle 15.30, davanti al tempio delle cremazioni. 

 

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