Scoppia il caso dei bus turistici di Roma

I cittadini: “Rendono l’aria irrespirabile”. Roscioli (Confcommercio): però danno lavoro a circa 120 mila famiglie in tutto il Lazio
di Serenella Napolitano - 11 Ottobre 2011

Si sa che sei hai il titolo di città d’arte godi di gioie e problemi: perché ammirare Roma al tramonto, quando tutto scompare nella luce soffusa del sole che muore e da lontano svetta solo il cupolone, è una visione talmente persuasiva che invita turisti da tutto il mondo a visitare quello che è il luogo più legato alla sua storia antica. Ma invitando turisti, fai arrivare tanti bus turistici, che sostano all’interno della città eterna e come dicono in molti, inquinano.

Infatti, parecchi sono i cittadini che si lamentano della loro presenza e dell’inquinamento che viene prodotto da questi mezzi. A denunciare ciò, è stato il quotidiano La Repubblica, il 10 ottobre 2011, che ha analizzato una serie di mail dei cittadini del I e XVII Municipio, inviate al Campidoglio, in cui spiegano come i pullman “consumano circa un litro di gasolio ogni due chilometri percorsi, rendendo l’aria irrespirabile e causando asma allergica e malattie respiratorie principalmente nei cittadini più piccoli” rivolgendosi al comune di Roma i cittadini chiedono che “la città diventi come tutte le atre metropoli Europee riducendo le emissioni inquinanti e migliorando la qualità dei propri abitanti”.

Nell’aprile 2010 il Comune aveva varato un nuovo piano per i bus turistici, tuttora in vigore, stabilendo la creazione di nuove aree di sosta, da 24 a 60 (+150%), nuovi posti per parcheggiare, da 249 a 539, (+116%). Immutata, rispetto al vecchio regolamento, la distinzione in due aree: Ztl1 bus (zona all’interno delle Mura Aureliane: I Municipio e Prati) e Ztl2 bus (territorio comunale all’interno del GRA e fino alle Mura Aureliane). C’era stato un cambiamento per le tariffe, abbonamenti e tipi di permesso: l’accesso dei pullman turistici viene regolato con pass giornalieri, non più di 300 al giorno, e abbonamenti mensili, semestrali o annuali. Come misure antismog, il nuovo piano, infatti, prevede due linee d’azione: incentivi per veicoli a basso impatto ambientale e progressiva inibizione dell’accesso dei pullman più inquinanti alle due Ztl riservate ai bus. Prevista in particolare la riduzione di tutte le tariffe per i pullman più “ecologici” .

La risposta al problema è arrivata dal neo presidente della Confcommercio di Roma, Giuseppe Roscioli, che ha cercato di evidenziare l’aspetto lavorativo legato al turismo: “Questi torpedoni che inquinano e intasano la città, come dicono in molti, danno lavoro in tutto il Lazio a 120mila famiglie. Il turismo è l’unico comparto che in questo momento crea occupazione e genera risultati positivi. Roma, mi rendo conto, è una città difficile però con il piano pullman finora in vigore il fenomeno si è ridimensionato, tutto è regolamentato. Certo, per evitare gli abusi bisognerebbe fare più controlli e far rispettare le regole, che ci sono – continua Roscioli su One-o-Five Live, il canale in diretta della Radio Vaticana – Ma io ci penserei bene prima di mettere mano ad un settore economico così importante per la città”.

“E poi questa cosiddetta emergenza – ha concluso Roscioli – si verifica solo in due mesi dell’anno: a maggio e ad ottobre, quando i flussi turistici sono più intensi che nei mesi precedenti. Nel resto dell’anno nessuno grida allo scandalo, segno che i pullman non danno così fastidio”. 


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