Scritta omofoba al liceo Tacito

Campidoglio rimuove frase omofoba dai muri
Enzo Luciani - 5 Febbraio 2013

"Frocio dimettiti". Questa la scritta, accompagnata da una croce celtica, comparsa sui muri del liceo Tacito ed indirizzata al neoeletto rappresentante d’Istituto. Il 15enne non ha sporto denuncia, per ora al ragazzo basta che la vicenda sia venuta alla luce. "Non fatemi passare per una vittima, perché io sono un ragazzo forte" ha detto con coraggio ai giornalisti. "I miei genitori però -fa sapere – sono preoccupati che qualcuno possa farmi del male".

L’Ufficio Decoro Urbano di Roma Capitale, nel frattempo, ha provveduto alla rimozione della frase omofoba scritta da ignoti sul muro del Liceo Classico Cornelio Tacito, nel quartiere Trionfale. Non è il primo caso di omofobia nelle scuole romane. Un quindicenne a dicembre si è impiccato, forse, proprio a causa delle offese che riceveva su Facebook a causa della sua omosessualità. Storie che fanno venire i brividi e che riportano alla luce pagine tristi della nostra storia.    “L’episodio del giovane e coraggioso studente gay del Tacito dimostra, ancora una volta,  che chi discrimina  non riesce ad affrontare  un confronto aperto e si nasconde. In questo caso, dietro a insulti scritti sui muri". E’ il commento del presidente del XV Municipio Gianni Paris.   "La Costituzione ci dice che siamo tutti uguali, ma questi ultimi anni sono stati culturalmente devastanti e segnati da gesti che offendono tutte le persone perbene. L’orientamento sessuale  non deve  mai essere uno strumento per valutare il valore di una persona. Questo giovane è forte e denuncia ma altri non ce l’hanno fatta, contro il bullismo e le ingiurie. Ne sono morti o ne portano le cicatrici per tutta la vita. Colpisce come proprio la scuola che dovrebbe essere il luogo della crescita armoniosa dei nuovi cittadini, diventi teatro di episodi tanto incivili.   Roma, così come è stata governata negli ultimi anni, sta vivendo  in una sorta di malcelato oscurantismo e sembra tornata indietro di  decenni. Grave testimonianza di questo fenomeno è nella straordinaria crescita dei casi di intolleranza, bullismo e sprezzo della dignità umana.   Necessitano azioni di formazione pressanti perché è dall’ignoranza che nasce la discriminazione. Le istituzioni pubbliche possono agire nella formazione, nell’accoglienza e nel sostegno delle persone . Noi, nel Municipio XV, abbiamo anche aderito alla Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (RE.A.DY). e istituito il Registro delle unioni civili. Ognuno può e deve fare la sua parte per riprendere l’evoluzione verso la vera cultura del rispetto”.    

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