Scuole e Covid, Colli Aniene. Non tutto va bene

Nella succursale del Croce-Aleramo studenti quasi sempre a casa
Antonio Barcella - 30 Settembre 2020

Dopo qualche settimana dalla riapertura delle scuole emergono già i primi problemi. Ad esempio la pioggia di questi giorni ha reso complicata l’uscita da scuola dei ragazzi di una primaria del quartiere. La scelta di far uscire tutti dall’ingresso principale, l’unico dotato di una pensilina coprente, ha annullato il distanziamento sociale sia tra i genitori in attesa e sia tra gli scolari in uscita. Situazione complicata ulteriormente dalla pioggia copiosa e dal muro di ombrelli che chiudevano la visuale ai genitori costreti ad accalcarsi davanti al cancello. Ma la situazione più critica appare quella della succursale del liceo Croce-Aleramo (via Sommovigo) dove risulta molto scarsa la presenza degli studenti a scuola a causa delle rotazioni e la didattica a distanza che non decolla. Una situazione già segnalata sui gruppi Facebook e sulla quale abbiamo ricevuto un messaggio da un genitore giustamente preoccupato:

“Gentile redazione, scrivo per portare all’attenzione la difficile situazione che stanno vivendo gli studenti del Croce-Aleramo, in particolare quelli che frequentano la succursale di via Sommovigo 40, dove sono ubicati sia l’istituto tecnico-economico sia dodici classi del liceo linguistico.
In conseguenza del numero elevato di studenti e della mancata consegna dei banchi monoposto, la dirigenza ha assunto la decisione di suddividere ciascuna classe della succursale in cinque gruppi di studenti, di cui soltanto due a rotazione possono seguire le lezioni in presenza. A ciò si è aggiunta la chiusura del plesso di via Sommovigo prima per le elezioni e poi per una disinfestazione, cosicché molti studenti nel mese di settembre non sono riusciti ad andare a scuola più di un giorno a settimana e ci sono addirittura alcuni gruppi di ragazzi che fino ad oggi non hanno mai potuto mettere piede nella classe (se non per una sola ora in cui sono state spiegate a tutti le nuove regole anti-Covid). La situazione è aggravata dal fatto che la didattica a distanza è partita a singhiozzo – in parte per problemi “tecnici” in parte per la mancata volontà di alcuni professori – pertanto coloro che rimangono a casa non sempre possono seguire le lezioni che vengono svolte in classe.
Nella sede centrale invece le cose vanno meglio, perché quotidianamente possono frequentare le lezioni in presenza due terzi degli alunni, e quindi ciascun ragazzo riesce ad andare a scuola tre-quattro giorni a settimana. È incomprensibile come nel medesimo istituto ci sia una così profonda differenza tra la sede centrale e la succursale. Il diritto allo studio dovrebbe essere uguale per tutti! – Firmato: Un genitore preoccupato”

 

Antonio Barcella


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