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Scusi, signor prefetto, ma perché l’aquila Olimpia non può volare nel Derby?

Questa è la domanda che si stanno ponendo i molti tifosi che masticano di calcio. Giorni di attesa prima del derby della capitale
di Davide Sperati - 12 Ottobre 2011

“Mi scusi signor prefetto ma perché l’aquila della Lazio non può volare domenica nel derby cittadino?” Questa è la domanda che si stanno ponendo i molti tifosi che masticano di calcio nei giorni di attesa prima del derby della capitale.

Secondo lei non è un atto violento vietare uno spettacolo che sempre accompagna le partite casalinghe della Lazio? Anzi non chiamiamola violenza ma ingiustizia, che di solito, spesso fa da anticamera alla prima.

Una città come Roma quanto dovrà aspettare affinché queste restrizioni finiscano. Una tribuna Tevere semi deserta e l’aquila che non vola non sono restrizioni alla libertà di movimento e alla libertà di espressione? Sicuramente non è certo sua, la responsabilità se, nel settore che fa da confine tra le due tifoserie, si ripetono puntuali i disordini ma quella di non far volare l’aquila forse si. Perché se per la prima, la restrizione della vendita dei biglietti può essere un ottimo deterrente per non far scoppiare risse, la seconda decisione appare come un atto non molto comprensibile.

Una città come Roma che si candida come sede delle Olimpiadi nel 2020 è ancora a questi livelli di imbarbarimento culturale? Ma se mai lo facciamo crescere questo popolo, mai migliorerà. Ricordiamoci che un leone in gabbia diventa più aggressivo e quando allora verrà il momento, di far volare il simbolo della prima squadra di Roma cosa faranno i tifosi ospiti? Oltre ai soliti fischi cosa potranno mai fare i tifosi della Roma, forse anche loro offesi da una sua simile decisione. Se ora, con l’introduzione della Tessera del tifoso, dei tornelli digitali, dei varchi pre-filtraggio, con i DASPO sempre più severi, cosa potrà mai succedere al volo dell’aquila Olympia?

Ordine pubblico di che cosa? Qualcuno potrà mai entrare con una pistola, o forse qualche super eroe può lanciare una pietra e colpire l’uccello. Questi eventi non possono accadere con le nuove disposizioni in materia di sicurezza e allora dove è il problema signor Prefetto?

Non far volare Olympia è una sconfitta per tutta la città di Roma: per i grandi sostenitori giallorossi che da sempre si distinguono per la loro passione e umanità, ma anche e soprattutto per i tifosi della Lazio, scippati e offesi da tale provvedimento: i sostenitori biancocelesti infatti si vedranno deturpati di uno rito che piano piano sta diventando una tradizione mentre quelli della Roma verranno etichettati come la causa della sua ordinanza e contrari al fatto che l’aquila voli sul manto erboso dell’Olimpico, ma che così non è.

Secondo lei, signor Prefetto, un tifoso della Lazio non potrà nutrire avversità contro la sua decisione e, in maniera speculare non mette in cattiva luce anche gli storici rivali cittadini, come se loro stessi fossero i responsabili primi della decisione che è invece tutta sua personale?

Questa se non è violenza come la chiamiamo, ingiustizia?
Verrà il giorno, anzi è meglio parlare di anno, in cui un Prefetto si arrogherà la responsabilità di far volare Olympia. Saranno giorni migliori per la città eterna, saranno giorni in cui Roma come città sarà cresciuta, mi scusi signor Prefetto ma queste considerazioni andavano fatte, già dallo scorso anno.

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Colgo l’occasione per proporle una visita allo Stadio Olimpico quando gioca la Lazio e di ammirare il volo della sua aquila, non tanto del simbolo ma quanto dell’animale. É fantastico ed emozionante. I bimbi rimangono a bocca aperta e i padri sono contenti. Un modo anche per avvicinare l’uomo alla natura. Il rapace che vola più in alto di tutti gli altri, regina dei cieli, simbolo della Lazio. Signor Prefetto venga anche lei a vedere cosicché poi potrà capire il perché di tanto amore. 

Cordiali saluti. 


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