Se Beppe tornasse a fare il comico vero… – Diversamente liberi – Fuori tempo – Esagerazioni – Angelino come l’Arnaldo

I Fatti e i Misfatti di luglio 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 4 Luglio 2011

Se Beppe tornasse a fare il comico vero…

"State facendo una rivoluzione straordinaria – così si è rivolto Beppe Grillo ai "black blok" che stanno mettendo a ferro e fuoco i cantieri ferroviari in Val di Susa – siete tutti degli eroi". "Quello che sta avvenendo contro di voi – ha aggiunto – è una prova tecnica di dittatura".

Per capirsi. Quel gruppo di mascalzoni, che sta sconvolgendo la Val di Susa e che è stato aspramente condannato dalle forze politiche all’unanimità e dallo stesso Capo dello Stato, sarebbe un manipolo di eroi votatosi ad una sacra causa patriottica. E quella legale e legittima reazione pur "soft" delle forze dell’ordine per impedirgli un atto palesemente antidemocratico e violento sarebbe una prova tecnica di dittatura. Messa in atto, evidentemente, da tutte quelle forze fasciste che, passando attraverso il Governo, prendono il via dal Capo dello Stato per finire all’ultimo agente di polizia e all’ultimo carabiniere. Ma, allora, sorge naturale una domanda: ma perché Beppe Grillo, invece di continuare ad aizzare pericolosamente bande di irresponsabili qua e là per l’Italia, non ricomincia, qua e là per l’Italia, a far ridere simpaticamente platee di spettatori nei teatri e in tv? Ci guadagnerebbero, oltre lui e il mondo dello spettacolo, l’ordine e la democrazia, l’intelligenza e l’immagine di un’Italia già non messa troppo bene. Gli unici a rimetterci – almeno un po’ – sarebbero quei mascalzoni che – chissà a causa di quale suo "raptus" – va da tempo coccolando e nutrendo, ma questo sarebbe certamente un bene. Beppe Grillo, insomma, dovrebbe finalmente rendersi conto che questi spettacoli che ha deciso di interpretare ultimamente sulle piazze non fanno ridere proprio nessuna persona intelligente. A ogni persona intelligente, anzi, fanno proprio schifo.

Diversamente liberi

"Noi – ha scritto Michele Santoro, a Chicco Mentana, dopo che "La 7" non ha ritenuto accettabili certe sue richieste e non gli ha dunque firmato il contratto – noi siamo diversamente liberi".

Chicco Mentana gli ha risposto – per dirla in romanesco – "ma che vor dì? Che vor dì semo diversamente liberi?" Ma, allora, Chicco Mentana, questa volta, o non è stato pronto a capire o di non capire ha finto. Sarebbe stato sufficiente, infatti, che avesse messo sul piatto della bilancia la sua tenace voluta libertà di essere obiettivo, misurato, rispettoso dei fatti e delle persone, sganciato da qualsiasi pregiudizio, perfino consapevole dei suoi limiti, quei limiti che ogni essere umano ha per natura – chi più, chi meno – se non si ritiene un dio. E, sull’altro piatto, la mai voluta libertà di Michele Santoro di essere, correttamente ed educatamente, tutto questo. Due modi, appunto, di essere diversamente liberi. Ma uno giusto e l’altro – secondo molti – no.

Fuori tempo

"Fate uscire tutta la verità – ha rivolto l’invito don Marcello Cozzi nel celebrare i funerali della povera Elisa Claps a Potenza – ma proprio tutta la verità".

Adotta Abitare A

Invito cristianamente e laicamente sacrosanto. Peccato, però, che chi avrebbe potuto finalmente far uscire tutta la verità, ma proprio tutta la verità, su quell’orrendo delitto di diciotto anni fa – don Mimì Sabia, arciprete di quella Chiesa della Trinità in un cui sottotetto fu ritrovato per caso il corpo di Elisa – sia ormai morto. Morto e seppellito con il suo segreto. E – scherzo beffardo del destino – seppellito, oltretutto, in una tomba a solo una ventina di metri da quella della famiglia Claps.

Esagerazioni

"Io – ha pensato di giustificarsi uno degli aggressori che hanno ridotto in fin di vita, ad un passo dal Colosseo a Roma, il giovane musicista Alberto Bonanni – gli ho dato solo un calcio in faccia quando era a terra".

Quante storie, dunque, e quanto si sta facendo lunga! Lui, in fin dei conti, gli ha dato solo un calcio mortale in faccia quando era indifeso a terra…

Angelino come l’Arnaldo

"Angelino Alfano – si è entusiasmato il sempre più ineffabile ex dc Gianfranco Rotondi quando il "pupillo" di Silvio Berlusconi è stato eletto segretario del Pdl – è il nuovo Arnaldo Forlani".

Non si sa, però, se Angelino Alfano l’abbia presa bene o male.


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