Se Cassazione e guardie carcerarie se le danno di santa ragione… – “Prime donne” in festa

Fatti e misfatti di giugno 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 9 Giugno 2012

Se Cassazione e guardie carcerarie se le danno di santa ragione…

"La partita di "calciotto" tra la squadra della Corte di Cassazione e la squadra delle Guardie carcerarie – ha riferito uno degli spettatori presenti ai bordi del campo del carcere minorile di Casal del Marmo – è finita in rissa con spintoni, insulti ed espulsioni da parte dell’arbitro".

Il fatto, già grave e sconcertante in sé, lo è diventato ancor più quando si è ricordato che la partita era stata presentata dal Dipartimento per la giustizia minorile – testualmente – come "un proficuo contributo alla realizzazione di una politica volta a rispondere ai bisogni educativi degli utenti attraverso (sic!) la valorizzazione di interconnessioni interne ed esterne all’organizzazione e l’implementazione di un’apertura alla comunità esterna realmente rispondente alle finalità istituzionali". Cioè – in parole normali – come un proficuo contributo all’azione di recupero dei ragazzi ristretti in carcere e di esempio dei valori presenti fuori dal carcere. Un bel proficuo contributo, dunque, non c’è che dire. Soprattutto perché offerto proprio da un’istituzione come la Corte di Cassazione e da quegli agenti che dovrebbero fare un po’ da padri a giovani che hanno sbagliato. Ormai, però, in Italia accadono anche episodi come questi. E, quello che aumenta ulteriormente lo sconcerto, nientemeno che per una partitella di pallone.

"Prime donne" in festa

"La "Festa dei Carabinieri", la "Festa della Polizia", la "Festa della Guardia di finanza", la "Festa dell’Esercito", la "Festa dell’Areonautica", la "Festa della Marina", le "Feste" di tutti gli altri Corpi militari e paramilitari – ha scritto il lettore Franco Griffini al suo giornale – ma non si potrebbero invece unificare tutte queste "Feste" in una sola celebrazione ripristinando quel 4 novembre che era anche la "Festa delle Forze armate"?

Il suo giornale, però, non gli ha risposto. E, allora, gli si potrebbe azzardare questa risposta qui: "No, non si potrebbe. Perché si spenderebbero molti meno soldi, sì, ma – questo è quello che conta e che preoccupa – verrebbe sminuita l’immagine e la presenza di troppe "prime donne". E che diamine! 


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