Se si allarga certa mania omicida… – Quale futuro per l’ex ‘SuperMario’? – Tomismo e politica – Un ‘calendario sexy’ per uno scuola-bus

Fatti e misfatti di dicembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 10 Dicembre 2012

Se si allarga certa mania omicida… 

"Forse – ha "twittato" la giornalista Cristiana Chiarani – dobbiamo piantare un paletto di frassino nel cuore di Berlusconi o sparargli nel cervello per evitare che torni in campo".

Tempi duri, dunque, per i "premier" in uscita e per quelli che cercherebbero di rientrare. Dopo Umberto Bossi, il quale si è appena augurato che Mario Monti sparisca al più presto dalla faccia della terra, ecco Cristiana Chiarani, la quale vorrebbe procedere alla cruenta esecuzione di Silvio Berlusconi. La speranza, naturalmente, è che sia finito qui. E che a nessun altro maniaco cretino venga ora in mente, per dire, di proporre al popolo la fucilazione in piazza di Pierluigi Bersani e l’annegamento di Pierferdinando Casini e di Gianfranco Fini nel mare del loro nulla.

Quale futuro per l’ex "SuperMario"?

"Quale sarà – è già cominciato il balletto su tutta la stampa non solo nazionale – il futuro di Mario Monti dopo le sue dimissioni irrevocabili da "premier"?"

Ministro in un ipotetico Governo di sinistra? Lui sembra "non vedercisi" e, d’altra parte, il segretario del Pd, Pierlugi Bersani, non sembra volerne più sapere sia perché non saprebbe dove collocarlo senza che possa fare ombra a lui e al resto del Gabinetto sia perché poi, alla fine, non è che sia stato sostanzialmente convinto, al di là dei suoi sì formali, della bontà di certe due idee e di certe sue iniziative reali. Ministro in un ipotetico Governo di destra? Lui sembra non accetterebbe mai, dopo quello che ha ritenuto un grave sgarbo del Pdl, e, d’altra parte, non è che la maggioranza del Pdl lo starebbe aspettando a braccia aperte. Candidato in una ipotetica lista di centro con Casini, Fini e Montezemolo per tentare un "Monti bis"? Lui sembra non credere molto a questo tentativo e, d’altra parte, la lista di centro non ha ancora visto la luce e chissà se mai la vedrà. Pretendente alla successione di Giorgio Napolitano in uscita dal Quirinale? Lui sembra non sperarci troppo perché una parte del Parlamento potrebbe non votarlo e, d’altra parte, hanno cominciato già a circolare, per il Colle, nomi di concorrenti non da poco come Romano Prodi, Massimo D’Alema, Anna Maria Cancellieri e perfino Rosy Bindi. Seggio di senatore a vita in politica e ritorno professionale alle aule universitarie? Lui sembra non gradire e, d’altra parte, sono queste ad apparire le uniche soluzioni, per ora, certe e senza alcun problema. Una cosa, comunque: sarebbe però davvero crudele se, alla fine, il professor Mario Monti dovesse ritrovarsi, anche lui, nella lunga e triste lista degli esodati.

Tomismo e politica

"Irresponsabile – ha dichiarato tra l’altro, in una intervista al "Corriere della sera", il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco – chi pensa a sistemarsi mentre la casa brucia".

Più che giusto. Solo che il cardinale Angelo Bagnasco avrebbe fatto bene – ci sia permesso – se avesse dato un nome e un cognome a quel "chi". A quell’irresponsabile. Ma forse ha prevalso nel cardinale Angelo Bagnasco, anche questa volta, la sua formazione tomistica. "La nostra conoscenza – ha lasciato scritto tra l’altro, nel suo "Symbolum", San Tommaso d’Aquino – è talmente debole che nessun filosofo ha mai potuto investigare in modo esaustivo la natura di una singola mosca". E la conoscenza del tomista cardinale Angelo Bagnasco, evidentemente, è talmente debole da non aver potuto investigare in modo esaustivo l’identità di quel "chi" irresponsabile.

Un "calendario sexy" per uno "scuola-bus"

"Poiché le autorità comunali di Valencia hanno deciso di sopprimere lo "scuola-bus" e i loro bambini dovrebbero così percorrere sei chilometri a piedi – la decisione è stata presa da un gruppo di mamme – noi poseremo per un "calendario sexy" e, con il ricavato, pagheremo un pullmino che sostituisca quello "scuola-bus" soppresso".

Non c’è da fare alcuna battuta ironica né, tanto meno, alcun commento pecoreccio: questo episodio è un altro triste tassello del drammatico mosaico che rappresenta la crisi economica nella quale stanno dibattendosi, in particolare, i Paesi del Sud Europa. 


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