Sede neonazista a Colleverde

Alemanno: "questa roba non può e non deve entrare a Roma"
Enzo Luciani - 13 Settembre 2011

Secondo delle voci sempre più insistenti il gruppo neonazista inglese Blood & Honour vorrebbe aprire una propria sede a Colleverde di Guidonia, in Provincia di Roma, in uno stabile occupato dal 2008 da militanti di estrema destra.

La notizia ha destato subito la preoccupazione delle Istituzioni. "Non è neanche pensabile che si permetta nel nostro territorio l’apertura di una sede di un gruppo che fa riferimento alla gioventù hitleriana. In democrazia tutti hanno diritto di parola e di organizzazione, eccetto coloro che, per esistere, devono negare il diritto di vivere ed esistere degli altri. Ovviamente fondamentale è la battaglia culturale e di idee, ma non è possibile nessun tentennamento o omertà a Roma e in Italia. Chi è portatore e promotore di una cultura di odio e discriminazione deve essere combattuto e bisogna soprattutto prevenire il rischio concretissimo di un aumento della tensione”. E’ quanto dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.

Per il consigliere comunale del PD Dario Nanni l’apertura a Colleverde, della sede del gruppo neonazista britannico ‘Blood & Honour’ non farebbe onore a Roma. "Il Sindaco Alemanno – scrive nanni – impedisca ennesima provocazione contro tutti i democratici della capitale. Roma ha già abbastanza problemi di criminalità e sicurezza e non ha bisogno di altri personaggi legati al mondo dell’estrema destra razzista e neonazista che potrebbero ulteriormente avvelenare clima della città protagonista della difesa di Porta San Paolo”.

Della stessa opinione il primo cittadino chiamato in causa da Nanni. «Questa roba – afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno – non può e non deve entrare a Roma. Blood & Honour è una sigla che evoca brutte storie e il peggio della cultura estremista e c’è la nostra massima determinazione a evitare che possa in qualche modo attecchire a Roma. su questo faccio appello a tutte le forze politiche e sociali e a gli organi inquirenti perché non si verifichi nessuna infiltrazione nella nostra città».


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