Sedute alla camomilla del Consiglio municipale del VII

Mentre il Campidoglio scippa il Centro Carni
di Alessandro Moriconi - 17 Settembre 2009

Se qualcuno, dopo le dure prese di posizione dell’opposizione capitolina (Pd in testa) alle decisioni del Sindaco Alemanno di assegnare l’incarico di amministratore delegato dell’Ama S.p.A a Stefano Andrini e sullo "scippo" della struttura del Centro Carni, nonostante le promesse di luglio dell’assessore all’urbanistica Corsini che parlava di un progetto ormai pronto che avrebbe visto realizzato infrastrutture per il recupero sociale, culturale e sportivo, per un quadrante di città abbandonato da Dio e dagli uomini… Ebbene, se qualcuno si aspettava una presa di posizione analoga dalla maggioranza (che si definisce di centrosinistra) del VII municipio, è rimasto profondamente deluso.

Eppure l’opposizione (di centrosinistra) in Campidolgio si era espressa con una interrogazione di Maria Gemma Azuni (Sinistra e Libertà) che chiedeva di fare chiarezza sia sulla nomina di Andrini all’Ama che sui criteri e le politiche assunzionali nelle aziende partecipate del Comune di Roma (al riguardo il Sindaco Alemanno ha dichiarato che non si sottrarrà alle risposte).
Altrettanto dura era stata la presa di posizione del vice presidente della commissione bilancio, Alfredo Ferrari (Pd-ex Vicepresidente del VII municipio) il quale ha dichiarato che l’assessore al bilancio del comune Maurizio Leo non ha voluto neanche prendere in considerazione altre possibili soluzioni per consentire all’Ama la sopravvivenza, attraverso l’erogazione di crediti bancari. Sopravvivenza, messa in discussione dalle scellerate scelte perseguite (in larghissima parte dal centrosinistra) negli ultimi 20 anni (non ultimo l’Ama/Senegal) che hanno prodotto solo la crescita del debito.

Martedi 8 settembre 2009 c’era stato poi il sit in davanti alla sede centrale dell’Ama organizzato dal gruppo comunale del Pd che con tanto di cartelli e megafoni aveva accusato il Sindaco di avere ancora antiche affinità con la destra estrema "dalla quale prende le distanze solo in maniera aleatoria, e la nomina di un ex naziskin condannato ad oltre 4 anni per un tentato omicidio, ne è la conferma", aveva dichiarato il consigliere Valeriani.

E invece niente di tutto questo… La maggioranza che governa uno dei pochi municipi che gli elettori hanno assegnato alla sinistra, non ha trovato di meglio che convocare per il 15 settembre 2009 un Consiglio con all’ordine del giorno una risoluzione finalizzata alla richiesta di maggiori fondi da destinare agli arredi scolastici e all’istituzione di appositi centri di costo nel bilancio comunale finalizzati ad accelerare l’iter degli acquisti. La risoluzione, presentata dal presidente della commissione scuola Cecilia Fannunza, in precedenza aveva già raccolto il consenso (con l’astensione dell’Udc e del Pdl) della Commissione e della Giunta municipale.
I benefici di questa richiesta, se accolta dal Consiglio comunale, si avranno per l’anno scolastico 2010/2011.

Un solo intervento: Rossetti (Pdl), il quale ha sottolineato l’importanza di dotare le scuole di arredi idonei alle esigenze dei bambini, spesso costretti ad una postura non consona ad una struttura fisica che negli ultimi anni si è notevolmente modificata. Il consigliere Rossetti ha anche sottolineato l’esigenza di velocizzare l’iter per eliminare gli arredi in disuso, che troppo spesso rimangono per anni accatastati all’interno dei plessi scolastici e degli asili nido.
Il voto finale ovviamente è stato espresso all’unanimità dei presenti.

In precedenza il consigliere Tedesco (Pdl) con una question time ha evidenziato le difficoltà e la mancanza di sicurezza nel quale operano i vigili urbani del VII gruppo, citando gli ultimi episodi che hanno visto i vigili far ricorso alle cure dei pronto soccorso, in seguito alle aggressioni di alcuni Rom (a Porta Portese est) e di venditori ambulanti (in via dei Castani). Tedesco ha anche chiesto al presidente Mastrantonio di proporre per i vigili che hanno dovuto subire una violenza nell’esercizio del proprio dovere, un encomio da parte del Comandante Generale e del Sindaco.


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