Sei autori scrivono “Racconti tropeani”

Un’interessante silloge con testi di Maria Antonietta Artesi, Bruno Cimino, Pasquale De Luca, Pasquale Lorenzo, Carlo Simonelli e Alessandro Stella
Bruna Fiorentino - 29 Aprile 2019

Edito da Meligrana Editore, il libro Racconti tropeani fresco di stampa, raccoglie vicende che la memoria popolare della gente di Tropea ha conservato negli anni. Gli autori fanno parte di un interessante fermento letterario che da qualche anno si registra nella città calabrese e sono: Maria Antonietta Artesi, Bruno Cimino, Pasquale De Luca, Pasquale Lorenzo, Carlo Simonelli e Alessandro Stella.

I libri di storia, spesso per ragioni insondabili, non hanno ritenuto utile riportare avvenimenti locali, sebbene in seguito la pubblica opinione li abbia riconosciuti degni di menzione e riconoscimenti.

Ben vengano, dunque, queste pubblicazioni che riportano all’attenzione dei lettori fatti e storie di un passato non necessariamente molto lontano e che ha segnato l’incedere di usi, costumi, tradizioni, nondimeno atti eroici, nomi illustri, insomma avvenimenti custoditi dal folclore e dalla memoria delle persone che li tramandano in un libro parlato nelle case, aperto per le strade e ancora vivo nei luoghi in cui si sono verificati.

Racconti tropeani è una silloge alla quale hanno partecipato Maria Antonietta Artesi, Bruno Cimino, Pasquale De Luca, Pasquale Lorenzo, Carlo Simonelli e Alessandro Stella. Sono tutti scrittori che fanno parte di un fermento letterario che da qualche anno si muove in una delle città più interessanti d’Italia per le sue bellezze: Tropea.

Questi racconti ci parlano di uomini e di eventi che sono testimonianze vere di sentimenti radicati nell’amore per la propria terra.

Si parte da Il viaggio dell’affermata giornalista e scrittrice Maria Antonietta Artesi, per ricordare la costruzione della ferrovia, per poi rievocare il soggiorno del celebre Maurits Cornelis Escher che passeggia in una Tropea il cui corso principale “è una lama che taglia tutto il centro e va a morire in una vertiginosa balconata sospesa sulle onde”,  quindi esaltare “L’amore al tempo di gnuri”, vicenda che narra di un duello finito tragicamente tra un aristocratico e un contadino.

Pasquale De Luca, scrittore molto apprezzato, affida alla sua penna un’immaginaria e fantastica disputa tra due popolane: Minichéa e Rumanéa, “Minichèa filava la lana, Rumanèa con l’uncinetto faceva la calza. Nel frattempo raccontavano i fatti del giorno: i peccati di questa e di quella, mai i loro”. Tra il serio e il faceto, il De Luca romanziere si fa cronista e novelliere, ricorda di un suo giovanile impiego in “Auf Wiedersehen”, e poi ritorna alla Seconda guerra mondiale con “Il colonnello” e un giovane soldato “a presidiare il ponte della Burmaria, l’accesso a nord di Tropea”.

Bruno Cimino, oltre a raccontare con “Un quadro magico” qualcosa del proprio passato giovanile da giornalista, ci riconsegna un personaggio a suo avviso tra i più importanti della storia di Tropea: Domingo Arena. I ricordi poi vagano intorno agli anni sessanta quando un cieco insieme al suo figlioletto sostava davanti il Duomo ripetendo la frase: «La vista degli occhi è la ricchezza della vita. Fate l’elemosina al povero cieco…».

Carlo Simonelli ha scelto per questi “Racconti tropeani” storie che appartengono al ‘tempo senza tempo’ perché vivono nella popolarità dei protagonisti. In “Ntoni Frezza” emergono lontani echi verghiani: “i figli di pescatori non potevano permettersi di rimanere bambini a lungo, due braccia in più erano sempre due braccia in più”. Una lotta per la sopravvivenza che continua con “La casa alla Sena” di Peppe che salva tutto ciò che ha da un terribile temporale:  “anche quello che sembrava avere risparmiato”, ossia la sua vita. Con “Gionni u Mericanu” Simonelli lascia infrangere il sogno americano, convincendo i tropeani che “che l’America, pur cercandola lontano, l’avevano sempre avuta lì, a portata di mano”.

Le perle letterarie di Alessandro Stella sono una testimonianza della sua professione di giornalista. Ne troviamo tracce in “Peppucciu ’u Scàntaru” che “ si trascinava per la via polverosa come un vecchio bastardo sciancato” e in  “Lo straniero incatenato”  in una “casa sgangherata”  che “nascondeva qualcosa che andava scoperto”. Ma il capolavoro dei suoi racconti è “I germani litigiosi, che ci riporta ai celebri Pietro e Paolo Vianeo, in una Tropea “regia civita per nulla turpe, ma di grande passato e fulgido presente”.

Pasquale Lorenzo, altro esponente di rilievo della letteratura contemporanea, scrive de “Il Principe Totò Toraldo”, “un giovane sui trent’anni, biondo, con occhi azzurri, figlio di Ida Albertini, nota soprano romana, moglie del principe padre, Vincenzo Toraldo, stretto parente della regina del Belgio, Ruffo di Calabria”. Poi, “Al cimitero di Tropea” rievoca un fatto realmente accadutogli, pregno di indizi sulla vita nell’aldilà. Infine, con “Billing e il depuratore” scrive della costruzione del primo grande e lussuoso albergo di Tropea con “ vetrate sul mare, ascensori nella roccia e piscine per clienti miliardari”.

Racconti tropeani, Meligrana editore, aprile 2019, pagine 212, prezzo € 13,00.

 

Bruna Fiorentino


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  1. Maria Vittoria Massimo


    Cosa dire Professore De Luca,lei un genio totale,complimenti a lei tutti quelli che come lei fanno onore alla stupenda Tropea👍👏👏👏

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